Anabbaglianti e abbaglianti: quali differenze?

Tipi di fari auto

Sulle nostre vetture sono montati diversi tipi di luci. Le più note, che approfondiremo, sono i fari anabbaglianti e abbaglianti. Ma quali sono le loro differenze e che cosa è bene sapere sul loro uso? Infine, quali altri tipi di fari auto esistono?

I fari anabbaglianti

I fari anabbaglianti, presenti su ogni veicolo, sono le luci da utilizzare praticamente sempre, quando si è in condizioni di scarsa visibilità. Tali dispositivi sono detti “anabbaglianti” proprio perché “non abbagliano”: i fasci di luce sono infatti direzionati verso il basso, consentendo pertanto di illuminare bene la strada senza infastidire chi si trova di fronte.

Quando usare gli anabbaglianti

A disciplinare l’uso dei fari è l’Art.153 del Codice della strada. Esso ci ricorda che i proiettori anabbaglianti debbono essere utilizzati “[d]a mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità […]”. Inoltre, il loro uso è obbligatorio anche di giorno nei percorsi extraurbani, al fine di aumentare la visibilità del veicolo.

I fari abbaglianti

I fari abbaglianti, o proiettori di profondità, “[…] possono essere utilizzati fuori dei centri abitati quando l’illuminazione esterna manchi o sia insufficiente.” La loro caratteristica infatti è quella di emettere una luce forte e diffusa, capace per l’appunto di abbagliare chi ci viene incontro.
Le luci di profondità debbono necessariamente essere spente e commutate in quelle anabbaglianti quando:

  • si incrociano altri veicoli per strada, evitando loro situazioni di pericolo;
  • si  segue a breve distanza un altro veicolo;
  • c’è pericolo di abbagliare terzi, anche fossero su strade contigue.

E’ inoltre possibile utilizzare gli abbaglianti come segnale intermittente nei confronti di chi ci sta dinnanzi, significando con ciò l’intenzione di sorpassare.

Altri tipi di fari auto

Dopo aver trattato delle luci anabbaglianti e abbaglianti, occupiamoci adesso degli altri tipi di fari auto.
Innanzitutto, dobbiamo citare le luci di posizione. La loro funzione è quella di segnalare la presenza del veicolo in condizioni di scarsa visibilità. Esse sono quattro: due anteriori, in genere bianche, e due posteriori (arancioni o rosse).
Altro tipo di faro è la cosiddetta luce fendinebbia, non presente di default in tutti i veicoli in vendita. Come suggerisce il nome di questo dispositivo, si tratta di una potentissima luce di profondità, in grado di penetrare anche i banchi di nebbia. I fendinebbia sono luci anteriori, ma esistono anche luci posteriori della macchina con la stessa funzione. Questi ultimi sono detti fari “retronebbia”. Essendo dispositivi che emettono fasci di luce estremamente potenti, i fendinebbia non possono essere accesi quando sopraggiungono veicoli nel senso opposto di marcia.
Non vanno infine dimenticati altri dispositivi di illuminazione, non propriamente fari o fanali ma comunque decisamente importanti per la nostra guida. Stiamo parlando degli indicatori di direzione (le cosiddette “frecce”), che sono generalmente sei e di colore arancione; delle luci di retromarcia, bianche; delle rosse luci di arresto, che entrano in azione quando premiamo il pedale del freno; delle luci di emergenza, attivabili tramite il caratteristico pulsante triangolare rosso. Infine, meno visibili delle altre ma anch’esse obbligatorie, sono le luci della targa.

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