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Cos’è e come funziona l’assicurazione auto

Per poter circolare su strada con un veicolo a motore è necessario che l’autovettura sia coperta da assicurazione. L’assicurazione auto o RCA, Responsabilità Civile Auto, è obbligatoria per legge. Copre il veicolo anche quando è in sosta e garantisce in caso di sinistro la copertura dei danni nei confronti di terzi.

Questo comportamento è regolato dall’art.193 del Codice della strada secondo cui ” I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi”.

Ma come funziona? Il proprietario del veicolo stipula un contratto con la compagnia assicurativa dietro pagamento di una polizza delegando la compagnia a risarcire i danni alle parti coinvolte in caso di sinistro.

A tal proposito è da sottolineare che c’è un limite entro il quale la compagnia di assicurazione risponde per il risarcimento dei danni verso terze parti e questo è stabilito dai massimali.

Pertanto i massimali non sono altro che il limite massimo entro cui la compagnia risponde per il risarcimento del danno, oltre il quale è l’assicurato stesso che deve provvedere in completa autonomia. Da tenere presente che maggiori sono i massimali stabiliti sulla polizza e più caro sarà il premio assicurativo da pagare.

Tuttavia ci sono dei limiti minimi di massimali stabiliti per legge che devono essere rispettati: per le lesioni fisiche la soglia minima è fissata a 6,07 milioni di euro indipendentemente dal numero delle persone coinvolte, mentre per i danni alle cose è fissata a 1,22 milioni di euro a prescindere dal numero delle cose danneggiate. Il massimale unico corrisponde invece a 7,29 milioni.

Questa normativa è quella stabilita dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico entrato in vigore in data 11 giugno 2017. La polizza assicurativa copre solo i danni causati a persone, cose e animali verificatosi a seguito di un sinistro ma non copre i danni subiti dal guidatore che ha provocato l’incidente.

È importante essere a conoscenza di tutte le coperture assicurative al momento in cui si stipula la polizza. In tal senso è utile leggere le condizioni contrattuali e le eventuali esclusioni che potrebbero così non coprire alcune casistiche di risarcimento danni.

È bene sapere difatti che l’assicurazione può avvalersi del diritto di rivalsa richiedendo la restituzione della somma pagata in caso di sinistro per tutti quei casi in cui si siano verificate delle situazioni in cui la circolazione non avviene nel rispetto delle disposizioni di legge.

Le tipologie di contratti che possono essere conclusi per l’assicurazione del tuo veicolo sono il bonus-malus e la franchigia.

Il primo viene applicato in genere per le auto e tiene conto del comportamento del conducente. Il guidatore che non provoca incidenti viene per così dire “premiato” e alla scadenza del contratto annuale della polizza gli viene attribuita una classe di merito(CU) superiore. Viceversa il conducente subisce una “penalità” con l’attribuzione di una classe di merito inferiore.

Nell’assicurazione con franchigia, l’assicurato paga un premio fisso e potrebbe eventualmente pagare personalmente parte del risarcimento. All’atto della stipula del contratto si stabilisce una franchigia e qualora il danno sia inferiore alla soglia stabilita il risarcimento è responsabilità dell’assicurato.

Accanto alla RCA che è obbligatoria per legge esistono delle garanzie accessorie che possono accompagnare la polizza quali ad esempio il furto e incendio, nel caso di furto o di eventi che possono accadere alla propria vettura, la polizza kasko, una garanzia che copre i danni della vettura indipendentemente dalla responsabilità del conducente, la polizza cristalli e la copertura infortuni per il conducente.

Fino al 2012 i contratti RCA erano vincolati alla stipula del contratto per l’anno successivo per tacito rinnovo. Dal 1 gennaio 2013 con l’entrata in vigore del Decreto Legge n.179 non esiste alcun vincolo e pertanto il guidatore è libero di cambiare compagnia assicurativa scegliendo quella più conveniente e più rispondente alle proprie esigenze tra le varie offerte proposte dalle diverse compagnie.


04/05/201912983 visite, 0 oggi

Certificato di proprietà : la carta d’identità del veicolo

Il certificato di proprietà o CdP è un documento di fondamentale importanza per il veicolo in quanto ne attesta lo stato giuridico. Non è un documento che deve accompagnare il veicolo durante la circolazione ma va conservato con cura e utilizzato nei casi in cui bisogna apportare delle variazioni allo stato del veicolo.

In particolare è richiesto nei casi di trasferimento di proprietà, di radiazione del veicolo, di annotazione di furto, perdita di possesso o in tutti i casi in cui si presenta un cambiamento dello stato giuridico del veicolo.

È il sostituto del foglio complementare che accompagnava le auto di vecchia immatricolazione e dove venivano annotati tutti i passaggi di proprietà e le varie ipoteche che venivano iscritte sulla vettura. Utilizzato fino al 1994 è stato soppiantato dal più “moderno”certificato di proprietà che, a differenza del primo, riporta solo i dati del nuovo proprietario del veicolo tralasciando l’annotazione storica dei vari trasferimenti di proprietà e indicandone solo il numero dei precedenti intestatari.

Fino ad ottobre 2015 il CdP veniva stampato in formato cartaceo e il proprietario del veicolo poteva ritirarlo presso l’agenzia o la delegazione ACI che aveva espletato la pratica o presso il P.R.A. nel caso in cui avesse optato per il fai-da-te per lo svolgimento della pratica.

Dal 5 ottobre 2015 il CdP non viene più rilasciato in formato cartaceo ed è divenuto certificato di proprietà digitale ovvero CdPD. Non viene consegnato al proprietario ma rimane conservato negli archivi informatici dell’ACI. Il proprietario pertanto ha in suo possesso una stampa della ricevuta del certificato di proprietà dove vengono riportati i codici di accesso e le informazioni su come visulizzare il documento.

Il certificato di proprietà digitale può eventualmente anche essere stampato anche se in questo caso non può essere utilizzato come certificazione o per eventuali richieste da presentare al PRA. È utile affermare che il certificato di proprietà digitale riporta gli stessi dati di quello in formato cartaceo e quindi i dati del proprietario, del veicolo e le annotazioni di eventuali ipoteche. Vediamoli più nel dettaglio.

Nella parte superiore a sinistra viene riportato il numero di targa del veicolo, seguito nella parte centrale dal numero del certificato di proprietà e sempre nella parte superiore ma a destra viene indicato l’ufficio provinciale della città di competenza che lo ha rilasciato.

La lettera A indica i Dati del Veicolo. In questa sezione vengono annotati i dati tecnici del veicolo: telaio, marca e tipo di vettura, data di immatricolazione, dati fiscali (kw e alimentazione);

La lettera B indica i Dati della Intestazione. Qui vengono annotati i nominativi dell’intestatario o intestatari della vettura: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, residenza e l’indicazione nelle due caselle a lato della scritta Dati della Intestazione del numero precedenti intestazioni e numero intestatari;

La lettera H indica Gravami Ipoteche Annotazioni. In questa sezione vengono annotate la presenza o meno delle ipoteche che gravano sul veicolo e la data dell’atto di vendita.

Questa è la struttura del certificato di proprietà e la spiegazione delle varie voci che lo compongono. Se invece dobbiamo visualizzare il certificato di proprietà digitale e siamo in possesso della ricevuta dobbiamo seguire le informazioni presenti sulla ricevuta stessa.

Diamo pertanto un’occhiata a come si presenta la ricevuta:

Abbiamo una sezione veicolo/ intestatario. Qui vengono riportati la targa, il tipo del veicolo, il nome e cognome del proprietario, il tipo di formalità, un numero di registro progressivo e la data, oltre al nominativo dell’agenzia che ha effettuato la pratica;

Indirizzo web e cod. accesso. Qui viene indicato l’indirizzo web a cui collegarsi con i relativi codici di accesso per poter visualizzare il documento;

QR Code, un codice a barre attraverso il quale è possibile visualizzare il certificato con dispositivi abilitati quali smartphone, tablet o altri idonei alla lettura del codice a barre.

Questo nuovo metodo di rilascio del certificato di proprietà comporta una serie di vantaggi per il cittadino che non avrà più l’incombenza di presentare denuncia in caso di smarrimento e il suo certificato oltre ad essere custodito sarà anche più sicuro poichè non potrà essere oggetto di eventuali falsificazioni. In conclusione una maggiore sicurezza e più di tutti un notevole risparmio di tempo e denaro.

02/05/201913898 visite, 3 oggi

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