Sicurezza del bambino: ovetto in macchina davanti o dietro

sicurezza del bambino ovetto in macchina davanti o dietro

Sicurezza del bambino in auto cosa fare e come scegliere il seggiolino

La sicurezza del bambino in auto è un elemento di notevole importanza. A questo proposito ci viene in aiuto l’art.172 del Codice della Strada che prevede l’obbligo dell’uso del seggiolino omologato e adeguato al bambino fino ai 150 cm. di altezza.I bambini con un’età superiore a 12 anni o con un’altezza superiore a 150 cm. devono essere assicurati al sedile ed allacciati alle cinture di sicurezza. L’uso del seggiolino non è consentito sugli autocarri perchè è vietato il trasporto dei bambini su questi mezzi.

In base al peso e alle varie fasce d’età abbiamo la divisione in gruppi del seggiolino passando così dalla navicella all’ovetto al seggiolino fino agli alzaposto.

Vediamo quali sono i gruppi:

  • Seggiolino auto Gruppo 0 – Navicella

È indicato per i bambini fino ai 10 kg. con un’età compresa fino ai 9 mesi. Deve essere posizionato sul sedile posteriore nel senso contrario di marcia e per mezzo di un apposito kit di fissaggio;

  • Seggiolino auto Gruppo 0+ – Ovetto

È indicato per i bambini da 0 a 13 Kg. e fino a 15 mesi di età. Deve essere posizionato sul sedile posteriore e nel senso contrario di marcia e prevede l’utilizzo di una base;

  • Seggiolino auto Gruppo 1 – Seggiolino

È indicato per i bambini con peso da 9 a 18 Kg. e fino a circa 5 anni di età. Può essere montato sul sedile anteriore ma disattivando l’airbag;

  • Seggiolino auto Gruppo 2 – Seggiolino

È indicato per i bambini di peso dai 15 ai 25 Kg. e fino a 6 anni di età. Può essere fissato al sedile anteriore ma bisogna disattivare l’airbag;

  • Seggiolini auto Gruppo 3 – Alzaposto

È indicato per i bambini con peso dai 22 ai 36 Kg. fino a 12 anni .Tale dispositivo serve per aumentare l’altezza del bambino inferiore a 125 cm.in modo tale da poter essere trattenuto dalla cintura di sicurezza. Può essere installato sul sedile anteriore non dimenticando però di disattivare l’airbag.

L’uso dell’ovetto in macchina davanti o dietro

Come abbiamo detto possiamo distinguere diversi gruppi di seggiolini in base all’età e al peso del bambino. L’ovetto si può usare da subito fin dalla nascita perchè è omologato fino a 15 mesi e per un peso di circa 13 kg. Ma dove deve essere posizionato l’ovetto in macchina davanti o dietro? È preferibile far viaggiare il bambino nell’ovetto nel sedile posteriore. Si può mettere davanti se è necessario ma sempre con l’airbag lato passeggero disattivato. In ogni caso i bambini fino a 15 Kg. devono viaggiare in modo contrario al senso di marcia e quindi l”ovetto deve essere posizionato in questa direzione per evitare al bambino di farsi male in caso di urto. Il tempo di trasporto dentro l’ovetto è di circa 2 o 3 ore data la posizione che il bambino deve tenere.  Un’altra cosa importante è quella di controllare sempre  il bambino e in questo caso è utile fissare uno specchietto da posizionare al poggiatesta o al lunotto posteriore così da avere la visuale del bebè.

Sicurezza del bambino cosa prevede la legge- normative

L’art.172 del Codice della Strada prevede l’uso del seggiolino omologato per bambini di età fino a 12 anni e di altezza non superiore a 150 cm.
A partire dal 2018 i seggiolini sono omologati in base alla normativa ECE n.R44 che tiene conto del peso del bambino. Accanto a questa esiste un’altra normativa la ECE R129 detta anche i-Size che affianca la precedente tenendo conto però dell’altezza del bambino. La scelta è a discrezione dell’acquirente considerando però che per quanto riguarda la ECE n.R44 solo i seggiolini che rispettano la normativa ECE n.R44.03 ed ECE n.R44.04 sono quelli attualmente consentiti .
Cosa prevede la normativa ECE n.R44
La normativa ECE n.R44 tiene conto dei seguenti aspetti:
–  il peso del bambino;
–  il trasporto nel senso di marcia a partire dai 9 Kg.;
–  l’adattamento al sedile con le cinture di sicurezza;
– non tiene conto dell’impatto laterale quindi non è prevista la protezione obbligatoria.
Cosa dice la normativa ECE R129 ( I Size )
Gli elementi presi in considerazione dalla normativa ECE R129 ( I Size ) sono i seguenti:
– l’altezza del bambino;
– il trasporto nel senso di marcia a partire dai 15 mesi;
– l’adattamento al sedile tramite sistema ISOFIX;
– tiene conto degli impatti laterali prevedendo la protezione obbligatoria.

Come leggere l’etichetta ECE n. R44 ed ECE R129 (I Size)

Nell’etichetta di omologazione del seggiolino sono presenti alcuni dati che possiamo così specificare.

  • Normativa di riferimento a secondo se rispetta la ECE n.R44 o ECE R129 (I Size);
  • la scritta Universal significa che il seggiolino è omologato per tutte le auto;
  • la classificazione del peso o dell’altezza/peso del bambino;
  • il marchio di omologazione europea E seguita da un numero indentificativo del paese di omologazione ( 1 Germania, 2 Francia, 3 Italia, 4 Paesi Bassi, 5 Svezia, 6 Regno Unito );
  • il numero di omologazione;
  • il numero progressivo di omologazione ( lotto ).

Legge seggiolini anti abbandono

A partire dal 6 marzo 2020 è divenuto obbligatorio l’uso dei seggiolini anti abbandono nel caso di trasporto di bambini di età inferiore a 4 anni. A tal proposito il provvedimento è stato convertito nella legge seggiolini anti abbandono e precisamente la legge n. 157 del 19 dicembre del 2019. Tali seggiolini funzionano per mezzo di dispositivi collegati ad un sensore che tramite Bluetooth si collega al cellulare dell’automobilista. Appena il conducente scende dalla macchina arriva un messaggio al suo cellulare e nel caso quest’ultimo sia in modalità silenzioso in automatico l’allarme viene inviato agli altri dispositivi dei familiari collegati. Questi sistemi di allarme possono essere integrati al seggiolino oppure essere dati in dotazione come accessori della vettura o di tipo universale in modo tale da poter essere applicati su tutti i tipi di seggiolino.

Bambini senza seggiolino sanzioni

Il mancato uso del seggiolino prevede una sanzione amministrativa che va da 83 a 333 euro con la decurtazione di 5 punti della patente al guidatore. Qualora sulla vettura sia presente un genitore o chi esercita la patria potestà sul bambino la multa viene inflitta a quest’ultimo e nessun punto della patente viene decurtato al conducente.

E per concludere alcuni consigli per la sicurezza del bambini in auto:

  • non distrarsi mai durante la guida;
  • usare sempre il seggiolino anche se il tratto è breve;
  • seguire sempre le istruzioni attentamente per il montaggio e l’installazione del seggiolino;
  • non lasciare oggetti sparsi in giro perchè in caso di impatto possono rivelarsi pericolosi per il bambino compromettendone la sua incolumità.

 

 

 

 

 

 

 

 

inserito il 15/04/2021, visite 95, 14 oggi

Ecotassa auto 2021 le novità e cosa fare per pagare

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Ecotassa auto 2021 significato

L’ecotassa auto 2021 è una tassazione che riguarda alcune tipologie di veicoli immatricolati nel 2021. Questa tassazione che è stata introdotta dal governo nel 2019,  tiene conto dei valori di emissione di CO2 e riguarda solo le vetture di nuova immatricolazione e che inquinano maggiormente. La tassazione non si applica per i veicoli già circolanti  e immatricolati in precedenza. In pratica è una tassa introdotta a discapito di quelle vetture che hanno un più alto valore di emissioni di C02.   A partire dal 1 gennaio 2021  per il pagamento dell’ecotassa auto 2021  le emissioni di C02 comunque sono valutate in base al ciclo di omologazione WLTP e non più sul vecchio ciclo NEDC ( se non importati dall’estero).

 Che cosa è il ciclo WLTP

Il WLTP ( Worldwide armonized Light-Duty vehicles Test Procedure ) indica un metodo di misurazione per il rilevamento dei consumi e delle emissioni di gas di scarico. I risultati dei test sono gestiti dalla legislazione dell’UE  e pertanto sono validi a livello mondiale con le stesse condizioni da tutte le case automobilistiche. Tale ciclo WLTP è comunque divenuto obbligatorio da settembre 2017 e a partire dal 1 settembre 2018 per le auto di nuova immatricolazione.

Che cos’è il ciclo NEDC

Il NEDC (New European Driving Cicle) è stato introdotto nel 1992 dall’Unione Europea per misurare i consumi e le emissioni dei gas di scarico per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri. I risultati sono indicati nel certificato di conformità del veicolo, quel documento che è allegato ad ogni veicolo nuovo e che serve alla fine per poter procedere all’immatricolazione del mezzo. Qualora il veicolo sia stato testato con la procedura WLTP sulla dichiarazione di conformità saranno riportati anche i valori del NEDC , valori essenziali per poter stabilire il limite di soglia fissato per l’applicazione  dell’ecotassa.

Ecotassa auto 2021 quali sono gli importi

L’ecotassa auto 2021 è stabilita in base al livello di emissioni di C02 . Mentre prima i valori erano quelli stabiliti dal NEDC a partire dal 1 gennaio 2021 il valore di g/Km di CO2 delle auto che è indicato sulla dichiarazione di conformità del veicolo e nel libretto di circolazione è stabilito secondo il ciclo di prova WLTP. Non essendo pertanto più calcolato secondo i dati del NEDC si è reso necessario un adeguamento dei limiti dei livelli di emissioni di CO2. Fino al 31 dicembre 2020 il limite minimo fissato era di 160 g/Km.

Pertanto per il 2021 in base alle nuove procedure il pagamento dell’ecotassa scatta per le vetture con livello di emissione superiore a 190 g/Km.  Le vetture con livello di emissione da 161 g/Km fino a 190 g/Km sono escluse dal pagamento dell’ ecotassa auto 2021.

Ecco, in conclusione, gli importi da versare per l’ecotassa auto 2021

  • da 191 a 210 g/Km  1100€
  • da 211 a 240 g/Km  1600€
  • da 241 a 290 g/Km  2000€
  • da 291 g/Km in poi  2500€

Ecotassa auto 2021 come e quando pagarla

In conclusione l’ecotassa auto 2021 deve essere pagata dall’acquirente del veicolo. Il modello da utilizzare è il modello F24 Elide dove bisogna inserire il codice tributo 3500 “ECOTASSA – imposta per l’acquisto e l’immatricolazione in Italia di veicoli di categoria M1 con emissioni eccedenti la soglia di 160 CO2 g/km – articolo 1, comma 1042, della legge n. 145 del 2018”

In breve, leggi qui le istruzioni sulla compilazione del modelle F24 Elide.

Ecco in elenco la lista delle auto che sono tenute al pagamento dell’ecotassa.

  • Alfa Romeo – Giulia, Stelvio
  • Aston Martin – DB11 Coupé, DB11 Volante, DBS Superleggera, DBX, Vantage
  • Audi – A8, Q7, Q8, R8 Coupé e Spyder, RS3 Sedan, RS4 Avant, RS5 Coupé e Sportback, RS6 Avant, RS7 Sportback, RS Q3 Coupé e Sportback, RS Q8, S8, SQ7, SQ8
  • Bentley – Bentayga, Mulsanne
  • BMW – M2 Coupé, M3 Berlina, M4 Coupé, M5 Berlina, M8 Cabrio, Coupé e Gran Coupé, Serie 5, Serie 7, Serie 8 Cabrio, Coupé e Gran Coupé, X3 M, X4 M, X5 M, X6, X6 M, X7
  • Cadillac – XT4
  • Ferrari – 812 GTS e Superfast, GTC4 Lusso, Portofino
  • Ford – Mustang Coupé e Convertible
  • Honda – NSX
  • Jaguar – E-Pace, F-Pace, F-Type Coupé e Convertible, XJ
  • Jeep – Grand Cherokee, Wrangler, Wrangler Unlimited
  • KIA – Stinger
  • Lada – 4x4M
  • Lamborghini – Aventador, Huracán
  • Land Rover – Defender 90, Defender 110, Discovery, Range Rover, Range Rover Sport e Range Rover Velar
  • Lexus – LC Hybrid, RC Hybrid
  • Lotus – Evora, Exige
  • Mahindra – XUV500
  • Maserati – Ghibli, Levante, Quattroporte
  • McLaren – 540C, 570GT, 570S e 570S Spider, 720S
  • Mercedes – AMG GT e AMG GT Roadster, AMG GT4 Coupé, Classe C Berlina, Cabrio, Coupé e Station Wagon, Classe E Berlina, Cabrio, Coupé e Station Wagon, Classe G SUV, CLS Coupé, GLA, GLC e GLC Coupé, GLE Coupé e SUV, GLS SUV
  • Morgan – Plus 8, Roadster
  • Nissan – GT-R
  • Porsche – 718 Boxster e Cayman, 911 Coupé, Cabrio, Speedster e Targa, Cayenne e Cayenne Coupé, Macan, Panamera e Panamera Sport Turismo
  • Rolls Royce – Cullinan, Dawn, Phantom, Wraith
  • Ssangyong – Rexton e Rexton Sports
  • Subaru – BRZ
  • Tata – Aria
  • Volkswagen – Touareg

 

inserito il 07/04/2021, visite 107, 24 oggi

Cosa significa ASR come agisce e quali sono i vantaggi

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Cosa significa ASR e quale è la sua funzione

Le vetture sono dotate di vari sistemi di sicurezza per far sì che la guida sia sempre più sicura e affidabile. Uno tra questi è l’ASR. Ma cosa significa ASR e quale è la sua funzione. L’ ASR è un sistema di sicurezza conosciuto anche con il termine inglese TCS (Traction Control System). Esattamente quindi cosa significa ASR. Il nome ASR deriva dall’inglese e sta per Anti-Slip Regulation o Anti-Spin Regulation ed indica un sistema di controllo elettronico che, in fase di accelerazione del veicolo, agisce sulle ruote motrici evitando lo slittamento o pattinamento delle gomme.

Controllo di trazione come agisce

Il controllo di trazione o meglio cosa significa ASR e come funziona. Come abbiamo già detto sappiamo cosa significa ASR ma come agisce? Il sistema opera in fase di partenza, accelerazione o decelerazione di un veicolo permettendo il controllo della vettura su strade scivolose o sdrucciolevoli. Una centralina a controllo elettronico riceve informazioni dai sensori situati su tutte le ruote e, in modo autonomo, senza alcun intervento da parte del conducente su acceleratore e freno, agisce su motore e freni evitando il pattinamento delle ruote motrici. La sua azione è strettamente collegata all’ABS e possiamo dire che i due sistemi lavorano in sinergia. L ‘ASR utilizza gli stessi sensori (ruota fonica) dell’ABS per analizzare la velocità di rotazione delle ruote motrici intervenendo quando una o entrambe le ruote stanno perdendo aderenza. In caso pertanto di slittamento delle gomme interviene sui freni e sul regime del motore permettendo di mantenere il controllo della vettura evitandone così lo sbandamento.

Storia dell’ASR

La nascita dell’ASR risale alla seconda metà degli anni ottanta. Nel 1987 infatti la Bosch inizia la produzione del controllo di trazione chiamato ASR (Anti-Slip-Regulation). La sua funzione era quella di ottimizzare la guida della vettura in fase di accelerazione e in curva. Possiamo dire comunque che anche in periodi antecedenti ci sono stati tentativi di sistemi per evitare lo slittamento delle ruote. Nel Regno Unito nel 1967 abbiamo un primo prototipo ad opera della Jensen Interceptor FF. Successivamente nel 1971, negli Stati Uniti, è la Buick che presenta un dispositivo alquanto ingegnoso chiamato Max Trac per mezzo del quale si riusciva a confrontare la velocità delle ruote anteriori con quelle posteriori. Nel caso di variazione interveniva sull’iniezione togliendo potenza al motore. Anche se la diffusione dell’ASR si sviluppò nel decennio successivo agli anni ottanta, è divenuto obbligatorio da novembre 2011 e deve essere montato su tutte le auto nuove a partire da gennaio 2014.

ASR in tutte le sue varianti

Questo sistema per svolgere il proprio compito si avvale di diverse varianti a secondo il tipo di controllo su cui agisce. Da questo punto di vista possiamo distinguere sistemi che agiscono sui freni, sull’accensione o sull’alimentazione del motore.

Sistemi che agiscono sui freni

In caso di terreno sdrucciolevole quando una ruota motrice slitta girando a vuoto tutta la coppia erogata dal motore è indirizzata a tale ruota. La ruota che possiede minore aderenza pertanto rimane priva di potenza e il veicolo rimane fermo. In questi casi la centralina dell’ASR coadiuvata anche dalla centralina dell’ABS riceve le informazioni della ruota che ha perso aderenza e, frenando la gomma che pattina, eroga di nuovo potenza alla ruota con più aderenza permettendo così al veicolo di recuperare trazione e quindi di avanzare. In caso di veicolo in movimento o in forte accelerazione su rettilineo se tale sistema fosse utilizzato per ridurre il pattinamento delle ruote motrici si creerebbe una differenza di velocità di rotazione delle gomme dei due assi con conseguente variazione di traiettoria e perdita di controllo del veicolo.

Sistemi che agiscono sull’accelerazione del motore

Quando le ruote motrici slittano l’ASR interviene sull’alimentazione del motore diminuendone la potenza. Succede che sottraendo alle ruote motrici solo la coppia in eccesso che dava origine al pattinamento, le gomme utilizzano l’aderenza del manto stradale con conseguente accelerazione del veicolo.

Sistemi che agiscono sull’accensione

Questo sistema agisce sull’accensione. È stato utilizzato principalmente sulle motociclette da competizione ritardando l’accensione del motore o tagliando uno o più cilindri.

ASR vantaggi e svantaggi

Il sistema di controllo di trazione è particolarmente utile nei seguenti casi:

-perdita di trazione da una ruota. In questa situazione il differenziale spostando tutta la coppia sulla ruota blocca il movimento del mezzo.Il sistema permette al differenziale di mantenere la coppia motrice sulla ruota che ha ancora aderenza bloccando la libertà della ruota. Questo risultato si ottiene anche usando un differenziale autobloccante;

-condizioni critiche del manto stradale. In caso di pioggia o ghiaccio permette di evitare lo sbandamento del veicolo a causa delle variazioni di condizioni del manto stradale;

-nelle competizioni. Migliora le prestazioni dando una maggiore autonomia al pilota offrendo una gestione continua delle condizioni di aderenza.

Accanto ai vantaggi tale sistema presenta anche degli svantaggi nei seguenti casi:

-transito su terreni non particolarmenti compatti. In caso di sabbia, neve o terreni non compatti le ruote slittano a causa della scarsa aderenza. Durante le fasi di accelerazione lo slittamento della ruota consente di compattare il terreno vicino la ruota garantendo una maggiore aderenza. Sui moderni fuoristrada sono montati alcuni sistemi più evoluti i cui sensori rilevano il tipo di terreno oppure escludono il sistema;

-difficoltà di uso della tecnica della sbandata controllata. Tale tecnica non può essere facilmente realizzata dato che è impossibile far derapare le ruote. Sicuramente svantaggioso nella guida sportiva ma regolabile o non ammesso nelle auto di grossa potenza.

inserito il 29/01/2021, visite 809, 16 oggi

Euro NCAP che cos’è e come funziona

Euro NCAP che cos'è e come funziona

Euro NCAP che cos’è

Fondato nel 1997, l’ Euro NCAP o European New Car Assessment Program che in italiano equivale a Programma Europeo di Valutazione di Nuove Auto provvede a fornire, attraverso una serie di test specifici, una valutazione sulla sicurezza delle auto di nuova produzione. Le vetture sono sottoposte a svariati test d’urto ad ognuno dei quali sono assegnati dei punteggi . Alla fine sarà pubblicato un rapporto sulla sicurezza dell’auto.

Euro NCAP test e sistema di valutazione

Per esprimere una valutazione sulla sicurezza di una vettura , la stessa è sottoposta ad una serie di test d’urto e più precisamente test frontali, laterali, contro un palo e contro le persone. La simulazione avviene facendo uso di manichini ad alta tecnologia che simulano il corpo umano e osservando gli effetti che tali test producono sul corpo umano.

Per verificare il grado di sicurezza della vettura l’Euro NCAP si basa su quattro diversi sistemi di valutazione, di cui tre espressi in stelle di diverso colore e un quarto sistema di valutazione a punti che tiene conto del tamponamento di una vettura con il conseguente colpo di frusta.

Nei test adulti, bambini e pedoni accanto alla valutazione espressa in stelle si accompagna anche la valutazione espressa a punti. Ogni test è soggetto a diverse analisi di laboratorio, valutazioni tecniche, approfonditi studi e calcoli che portano a simulazioni virtuali e reali per poter avere un rapporto dettagliato e minuzioso sulla sicurezza dei veicoli. La prova eseguita su ogni modello di auto porta alla distruzione delle vetture e comporta anche danni ai manichini la cui entità del danno subito è espressa con un diverso colore secondo la gravità.

Test sicurezza adulti

Il test si effettua posizionando due manichini, uno con funzione di conducente e l’altro come passeggero, nei sedili anteriori. La valutazione è espressa in stelle di colore giallo (0-5 stelle) a cui si aggiunge un punteggio (da 0 a 40) raggiunto dalla somma complessiva dei singoli test ( frontale e laterale con massimo 16 punti ciascuno ) , test contro il palo ( massimo 2 punti ) e 3 punti per le cinture. La valutazione massima è raggiunta grazie all’esistenza del controllo elettronico della velocità (ESP) obbligatorio dal 2014 su tutte le vetture.

Test sicurezza bambini

Il test è effettuato posizionando due manichini che rappresentano due bambini (di età tra un anno e mezzo e tre anni) sui sedili posteriori. La valutazione è stabilita in seguito ai test di urto frontali e laterali ed è espressa in stelle di colore azzurro (0-5 stelle). Nella valutazione del test sono inseriti accanto ai bambini anche i ragazzi di età inferiore a 18 anni.

Test sicurezza pedoni

Anche questo test tiene conto della valutazione a stelle oltre che del punteggio a numeri. Le stelle sono di colore verde ( 0-4 stelle) per esprimere una situazione ottimale di sicurezza anche se per il raggiungimento della sicurezza complessiva dell’auto è necessario ottenere 5 stelle globali. Inoltre è riprodotta la struttura del frontale della vettura suddivisa in settori ai quali è assegnato un colore (verde, giallo, rosso) in base al grado di sicurezza nei confronti del pedone.

Come si svolgono i test

I test sono effettuati simulando incidenti ed ostacoli e valutati in base a determinati e specifici calcoli. I manichini, che riproducono il corpo umano di un bambino e di un adulto, sono dotati di particolari sensori che registrano il loro comportamento e quello della vettura quando sono sottoposti ai diversi test. È opportuno specificare che la vettura è sostituita ad ogni crash test.

Prove per urto frontale.

La vettura è lanciata ad una velocità di 64 Km/ h contro un ostacolo rigido lungo un metro e largo 54 cm. e dotato di una parte deformabile. La posizione dell’auto è studiata in modo tale che l’ostacolo nel momento dell’urto sia spostato dal lato del conducente. Questo metodo permette di stabilire il grado di sicurezza passiva del veicolo e le sue idoneità strutturali.

Prove per urto laterale

La prova consiste nel lancio di un ariete alla velocità di 50 Km/h a veicolo fermo che è colpito lateralmente. Le valutazioni sono effettuate sul manichino posto sul sedile del conducente e considerando come punto di urto la zona all’altezza dell’anca. Accanto a questa è presa in esame un’ulteriore prova per la sicurezza della testa del conducente.

Prove per urto con palo

La vettura è situata su una pedana mobile che permette così alla vettura di muoversi contro un palo fisso indeformabile di 254 mm. di diametro. Il palo è posto in corrispondenza della testa del conducente. Essendo molto stretto, si introduce all’interno della vettura. La velocità utilizzata è di 29 Km/h.

Prove per urto con pedoni

Il test è effettuato lanciando la vettura alla velocità di 40 km/ h su finti pedoni. Sono prese in esame i punti vitali di un pedone adulto e bambino e le varie zone di impatto con il frontale della vettura.

Prove per urto posteriore

Le prove sono eseguite usando dei manichini costruiti per tale eventualità ed in caso di incidente. L’obiettivo è quello di verificare quanto i sedili e i poggiatesta riescono ad assorbire in caso di urto evitando così di provocare il colpo di frusta.

Ulteriori test

Euro NCAP oltre alle suddette prove ha introdotto ulteriori prove per rafforzare il sistema di sicurezza della vettura. Tra questi l’AEB, il sistema di frenata d’emergenza e LKA, il controllo superamento corsie. Quest’ultimo attraverso l’installazione di telecamere permette di verificare lo sbandamento della vettura correggendolo automaticamente. Questi sistemi di sicurezza sono valutati in base a 4 livelli ( nessun credito, sistema base, sistema avanzato, sistema superiore) e sono rilevanti per l’attribuzione del punteggio a stelle.

inserito il 29/11/2020, visite 403, 2 oggi

Tutti i tipi di patente: scopriamo quali sono e le loro caratteristiche

Tutti i tipi di patente per scegliere quella di cui hai bisogno

Per poter guidare un veicolo a motore su strada è necessario che il conducente sia in possesso di un’autorizzazione amministrativa che gli permetta la guida del mezzo, la cosiddetta patente di guida.

  • La patente di guida ha una validità temporale essendo soggetta a rinnovo in base all’età anagrafica del titolare.
  • Ogni tipo di patente viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile
  • A partire dal 1 luglio 2013 è stato introdotto un sistema della patente a punti per cui all’atto della consegna della patente il possessore ha come base di partenza 20 punti sulla patente. Tali punti vengono decurtati in quantità variabile in base al tipo di infrazione stradale commessa. Se il conducente si comporta bene e non commette infrazioni ogni due anni gli vengono assegnati 2 punti sulla patente fino al raggiungimento di 30 punti.

Passiamo a specificare nel dettaglio tutti i tipi di patente.

Per tutti i tipi di patente ci sono diverse categorie che sono identificate con una lettera e raggruppate secondo la tipologia del mezzo di trasporto di cui si è alla guida.

Le categorie di patenti, valide in tutta Europa, si possono raggruppare in:

Accanto a queste abbiamo le estensioni di patente:

Patente A

Tricicli, motocicli

Questo tipo di patente serve per poter guidare tutti i tipi di motocicli e in base alla tipologia di moto e in base all’età del conducente si differenzia in Patenti A1, Patenti A2, Patenti AM.

La patente A permette di guidare:

  • tricicli con potenza superiore a 15 Kw a partire dai 21 anni;
  • motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza o con carrozzetta , provvisti di motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h a partire da 24 anni.

Per ottenere la patente A bisogna sostenere un esame teorico e due prove pratiche. Le prove pratiche consistono in una prova su strada aperta al pubblico e una prova tecnica con esercizi di guida in percorso. Chi possiede la patente B dovrà sostenere solo l’esame pratico. La patente A abilita alla guida di tutte le moto.

Per conseguire la patente A o A3, come veniva chiamata nella precedente normativa, bisogna aver compiuto 24 anni che scendono a 20 anni qualora si sia in possesso della patente A1 da almeno due anni.

Tutte le patenti di tipo A hanno scadenza decennale entro i 50 anni di età. Da 50 anni a 70 il rinnovo sarà ogni 5 anni; 3 anni per chi ha superato i 70 anni e ogni 2 anni per un’età superiore a 80 anni.

Patente A1

La patente A1 permette di guidare:

  • motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza massima di 11 Kw e con un rapporto peso/potenza non superiore a 0,1 kW/kg;
  • tricicli con potenza non superiore a 15 kw;
  • macchine agricole che non superano i limiti di sagoma dei motoveicoli.

Per conseguire la patente A1 bisogna sostenere un esame teorico ed un esame pratico. L’esame pratico consiste in due prove: una prova a circuito chiuso ed una prova di guida su strada pubblica.

L’età per il conseguimento della patente A1 è di 16 anni.

Patente A2

La patente A2 permette di guidare:

  • motocicli di potenza non superiore a 35 kw con un rapporto peso/potenza non superiore a 0,2 kw/kg e non derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza massima consentita cioè 70 Kw;
  • Per i primi tre anni dopo il conseguimento della patente A2 si dovranno rispettare i limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane e 100 km/h in autostrada.

Per conseguire la patente A1 bisogna sostenere un esame teorico ed uno pratico. Quest’ultimo dovrà essere effettuato guidando una moto con una cilindrata non inferiore a 400 cc e di potenza non superiore a 35 kw.

L’età per il conseguimento della patente A2 è di 18 anni.

Patente AM

La patente AM permette di guidare:

  • ciclomotori a due ruote di categoria L1e, con cilindrata inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna con una velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h o con potenza nominale continua massima inferiore o uguale a 4 kw per i motori elettrici;
  • ciclomotori a tre ruote di categoria L2e con una velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h con motore di cilindrata inferiore od uguale a 50 cm³se ad accensione comandata o con una potenza massima netta inferiore o uguale a 4 kw per gli altri motori a combustione interna o la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kw per i motori elettrici;
  • quadricicli leggeri di categoria L6e, con una massa in ordine di marcia inferiore o pari a 425 Kg. con una velocità di costruzione fino a 45 km/h e cilindrata fino a 50 cm³per i motori ad accensione comandata o per gli altri motori con una potenza fino a 4 o 6 Kw.

L’età per la validità all’estero della patente AM è 16 anni.
L’età per il conseguimento della patente AM è 14 anni con una validità nel solo territorio nazionale.
L’età per il trasporto di passeggeri della patente AM è 18 anni.

Patente B

Autoveicoli, autocarri, autocaravan, motoveicoli, macchine agricole, maccine operatrici, mezzi di emergenza

La patente B permette di guidare:

  • Autoveicoli e anche autocarri e autocaravan per trasporto di persone e di cose con massimo nove posti totali compreso il conducente la cui massa complessiva a pieno carico non supera i 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero fino a 750 Kg. È possibile trainare anche rimorchi non leggeri a condizione che non pesino più della motrice e che tutto il peso complessivo non sia superiore a 3,5 tonnellate;
  • motoveicoli tra cui tricicli, quadricicli e motocicli fino a 125 cm3 e 11 Kw, ma solo in Italia. Se la patente è stata rilasciata prima del 1 gennaio 1986 si può guidare qualsiasi tipo di motociclo, mentre per le patenti conseguite dopo il 1 gennaio 1986 e fino al 25 aprile 1988 si può guidare qualsiasi moto ma solo in Italia;
  • macchine agricole comprese quelle eccezionali;
  • maccine operatrici tranne quelle eccezionali;
  • mezzi destinati al servizio di emergenza con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate.

Coloro che hanno conseguito la patente B per i primi tre anni devono osservare delle limitazioni riguardo la velocità da mantenere durante la guida del mezzo. Più precisamente non possono superare i 100 km/ in autostrada e i 90 Km/h sulle strade extraurbane principali (art.117 C.D.S). Oltre a ciò in caso di sottrazione di punti della patente per infrazione stradale i punti decurtati saranno il doppio di quelli stabiliti per la stessa infrazione di un conducente che possiede la patente da più di tre anni.

I titolari di patente B conseguita dopo il 9 febbraio 2011, per il primo anno dal rilascio, non possono guidare autoveicoli con potenza , riferita alla tara superiore a 55 Kw/t. Per le categorie M1 per il periodo precedente a tale data viene applicato un altro limite di potenza uguale a 70 Kw.

Per ottenere la patente B bisogna superare un esame che consiste in una prova scritta e una di pratica.

L’età per il conseguimento della patente B è di 18 anni.

La validità della patente B è di 10 anni con rinnovo decennale fino a 50 anni. Da 50 a 70 anni di età il rinnovo è quinquennale che diventa triennale dopo il superamento dei 70 anni di età.

Patente B1

La patente B1 permette di guidare:

  • quadricicli non leggeri, di categoria internazionale L7e con massa fino a 450 Kg. per trasporto persone fino a 600 Kg. per veicoli adatti al trasporto merci con motore di potenza massima fino a 15 Kw.

La patente B1 è una patente di categoria B e segue le stesse indicazioni della patente B riguardo validità, tipo di esami e decurtazione di punti in caso di infrazione.

L’età per il conseguimento della patente B1 è di 16 anni.

Patente B96

La patente B96 permette di guidare:

  • La patente B96 è una patente particolare che permette il trasporto con l’autovettura di rimorchi di una certa consistenza.

Questa tipologia di patente fa il suo ingresso a partire dal 19 gennaio 2013 e serve a tutti i possessori di patente B che intendono trasportare carrelli con la propria vettura per portare ad esempio una barca o una moto.

Certo tutto dipende dal peso del rimorchio e dal carico ( autovettura con rimorchio di massa autorizzata >750 Kg e massa complessiva autorizzata maggiore di 3500 Kg. ma minore o uguale a 4250 Kg.) .

Se si possiede la patente B non si deve sostenere alcun tipo di esame orale ma solo una prova pratica su strada su veicolo con rimorchio. La patente B96 permette pertanto di utilizzare un rimorchio, entro determinati limiti di peso, senza necessariamente conseguire la patente BE, una patente B integrata con l’estensione E.

Quali sono le patenti professionali?

Tra queste le patenti professionali includono la C, D, E, le cosiddette “categorie superiori”, per camion, bus, autotreni, autoarticolati, autosnodati e servono a chi fa della guida una professione nel settore dell’autotrasporto e del trasporto merci.

Patente C

Rimorchio leggero, camion

La patente C fa parte delle cosiddette patenti professionali, quelle patenti che servono per svolgere la propria professione nel campo dei trasporti.

La patente C permette di guidare:

  • tutti i veicoli appartenenti alla categoria B;
  • rimorchio leggero con una massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate;
  • camion con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate a pieno carico;

Gli esami da sostenere consistono in una prova teorica, al superamento della quale verrà rilasciato un foglio rosa della validità di 6 mesi per poter fare pratica di guida.
Per il trasporto di cose professionale oltre alla patente C è richiesta anche la CQC.

L’età per il conseguimento della patente C è 18 anni o 21 anni per la guida dei mezzi pesanti. A 18 anni non è possibile guidare mezzi pesanti ma tale limite può essere superato se in possesso della CQC trasporto cose con formazione ordinaria.

La patente C dovrà essere rinnovata ogni 5 anni fino al compimento dei 65 anni. Dopo tale età dovrà essere rinnovata ogni 2 anni presso la CML (Commissione Medica Locale Patenti) di appartenenza.

Patente C1

La patente C1 permette di guidare:

  • autoveicoli per trasporto di cose con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7,5 tonnellate anche se trainanti un rimorchio leggero;
  • macchine operatrici eccezionali;
  • veicoli della categoria B.

La patente C1 dovrà essere rinnovata ogni 5 anni fino al compimento dei 65 anni. Dopo tale età dovrà essere rinnovata ogni 2 anni presso la CML (Commissione Medica Locale Patenti) di appartenenza.

Patente D

Autoveicoli per trasporto di persone

La patente D abilita alla guida di veicoli per trasporto di persone superiore a 9 compreso il conducente ad uso proprio.

La patente D permette di guidare:

  • veicoli della categoria B;
  • autoveicoli per trasporto di persone con numero di posti superiori a 9 compreso il conducente ad uso proprio anche se trainanti un rimorchio leggero.

Per la guida degli autobus è necessario possedere oltre alla patente D anche il CQC persone.
Per ottenere la patente D bisogna prima conseguire la patente B (Direttiva 91/439/CEE).

L’età per il conseguimento della patente D è 24 anni che scende a 21 se presa contestualmente al CQC persone.

Patente D1

La patente D1, esistente da gennaio 2013

La patente D1 permette di guidare:

  • minibus, cioè gli autobus più piccoli con un numero di posti passeggeri superiori a 8 ma inferiori o uguale a 16, oltre al conducente, ad uso proprio e anche trainanti un rimorchio leggero.

L’età per il conseguimento della patente D1 è 21 anni

Estensione E

Rimorchi, Semirimorchi

L’estensione E è un tipo di integrazione inserita nelle comuni patenti di tipo B, C, C1, D, D1 che permette di guidare veicoli con rimorchi e semirimorchi non leggeri con massa superiore a 750 Kg.

Quali sono le tipologie di veicoli che si possono guidare:

  • BE si tratta della semplice patente B con la quale è possibile guidare veicoli composti da motrice di categoria B con rimorchi o semirimorchi con massa autorizzata non superiore a 3500 Kg. È necessaria anche per la guida di trenini turistici con numero di persone trasportabili uguali o inferiore a otto. L’età per il suo conseguimento è 18 anni ed il possesso della patente B;
  • C1E motrice di categoria B o C1 con rimorchio o semirimorchio di massa massima autorizzata rispettivamente superiore a 3500 Kg. o superiore a 750 Kg. purchè la massa complessiva autorizzata non sia superiore a 12000 Kg.L’età richiesta per il suo conseguimento è 18 anni con il possesso della patente C1;
  • CE veicoli complessi di categoria B o C1 con rimorchio o semirimorchio non leggero di massa massima autorizzata superiore a 750 kg. L’età richiesta per il suo conseguimento è 21 anni o 18 anni se in possesso del CQC per trasporto cose con l’obbligo della patente C. La patente CE dovrà essere rinnovata ogni 5 anni fino al compimento dei 65 anni. Dopo tale età se si vuole continuare a guidare automezzi con massa complessiva superiore a 20 t. bisogna rinnovarla ogni anno presso la CML (Commissione Medica Locale Patenti) di appartenenza e fino a 68 anni. Dopo tale età la patente viene declassata a patente C.
  • DE motrice di categoria D con rimorchio o semirimorchio non leggero. L’età per il suo conseguimento è di 24 anni o 21 anni se si consegue il CQC persone con l’obbligo della patente D;
  • D1E motrice di categoria D1 con rimorchio non leggero. L’età per il suo conseguimento è di 21 anni con l’obbligo di patente D1;

Per ottenere l’estensione bisogna superare un esame teorico e uno pratico su uno specifico veicolo per i possessori di patente C, C1, D o D1 conseguita prima del 1 marzo 2015 e per chi ha conseguito la patente B prima del 1/12/2013. Coloro i quali hanno conseguito le patenti in date successive devono sostenere solo l’esame pratico.

Patenti speciali

Le patenti speciali sono rilasciate a quelle persone che possiedono delle disabilità e che pertanto hanno bisogno o meno di adattamenti per la guida del veicolo.

Quali veicoli è possibile guidare in base alla sua categoria:

  • patente Speciale A permette la guida di tutti i motoveicoli con massa complessiva di 1,3 tonnellate;
  • patente Speciale B permette la guida di motoveicoli ad esclusione dei motocicli e autoveicoli con massa complessiva non superiore a 3,5 tonnellate. Il numero dei posti non deve superare 8, escludendo il conducente;
  • patente Speciale C consente la guida di autoveicoli il cui peso è compreso tra 3.5 e 11,5 tonnellate;
  • patente Speciale D cponsente la guida di autoveicoli con numero di posti passeggeri non superiore a 16.

Ai possessori di patenti speciali è vietata la guida di ambulanze, veicoli in servizio di linea, veicoli per il trasporto di merci pericolose, veicoli adattati ancor prima che la UMC (Motorizzazione Civile) si sia espressa sulla conformità dell’adattamento in base alla disabilità del conducente.

Tutte le patenti di categoria AM, A1,A2, A, B1,B, C1, C, D1 e D e anche le estensioni possono diventare patenti speciali. In seguito agli accertamenti effettuati presso la Commissione Medica Legale che stabilisce il tipo di disabilità fornendo un certificato di idoneità è possibile poter procedere per il conseguimento della patente speciale.

Certificati professionali

Quei certificati che abilitano professionalmente per poter svolgere il proprio lavoro. Tra questi abbiamo la CQC, cioè la Carta di qualificazione del Conducente che serve per due modalità di trasporto: per la guida di veicoli per il trasporto di cose (CQC merci) e per veicoli adibiti per il trasporto di persone (CQC persone).

Carta di qualificazione del conducente CQC

per tutti i conducenti che svolgono il lavoro di autotrasportatori di merci o trasporto di persone.

KA e KB

Il KA è associato alla patente A ed è necessario per la guida di motoveicoli adibiti al servizio pubblico di piazza o noleggio con conducente con massa complessiva fino a 1,3 t;

il KB è associato alla patente B ed è necessario per la guida di taxi, autovetture e motoveicoli adibiti al servizio di noleggio con conducente con massa complessiva superiore a 1,3 t.

Per ottenere il certificato bisogna seguire un corso al quale seguirà un esame per il rilascio del CQC. Il corso potrà essere svolto in due modi(ordinario o accelerato). Nel secondo caso il termine di tempo per il conseguimento sarà minore come minore sarà la sua validità.

La CQC ha validità di 5 anni e va rinnovata attraverso la frequenza di un corso di formazione periodica della durata di 35 ore.

Patentino ADR

Il certificato di formazione professionale ADR è necessario per la guida di autoveicoli che trasportano merci pericolose in base alle direttive ADR.

I patentini ADR sono di 4 tipi e suddivisi in base alla tipologia della merce trasportata:

  • tipo A per il corso cisterne
  • tipo B relativo al corso base
  • tipo B + esplosivi
  • tipo B+ radioattivi.

Per conseguire il certificato è necessario seguire un corso al termine del quale deve essere sostenuto un esame scritto presso le sedi della Motorizzazione Civile che deve essere rinnovato ogni 5 anni.

inserito il 19/10/2020, visite 4544, 18 oggi

Controllo stabilità auto più sicurezza per il tuo veicolo

Controllo stabilità auto un ulteriore sistema di sicurezza per il tuo veicolo

Controllo stabilità auto che cosa è

Si sa che la sicurezza su un veicolo non è mai troppa. Diversi sono i sistemi che sono integrati al veicolo per offrirti una maggiore sicurezza durante la guida. Uno di questi riguarda il controllo stabilità auto. Vediamo di cosa si tratta. Il controllo stabilità auto meglio conosciuto come ESP ( Electronic Stability Program) è un sistema elettronico che garantisce la stabilità del veicolo. Tale sistema regola la potenza del motore frenando le singole ruote e stabilizzando così l’assetto del veicolo. Diverse sono le sigle con cui viene indicato come ESC (Electronic Stability Control), VDC (Vehicle Dynamic Control), VSC (Vehicle Stability Control) o DSC (Dynamic Stability Control).

A cosa serve e come funziona

Il controllo stabilità auto evita la sbandata del veicolo in caso di cambio improvviso di una traiettoria o l’impostazione errata di una curva. La sua funzione è quella di regolare la potenza del motore agendo sulle singole ruote. In pratica ogni volta che l’auto sta percorrendo la strada prendendo in curva una traiettoria più larga o più stretta, l’ESP interviene evitando al veicolo di sbandare. Infatti se si accende la spia dell’ESP significa che il sistema di controllo è intervenuto per correggere la traiettoria riportando in asse la vettura durante la sbandata.

Il controllo stabilità auto, ESP nella lingua corrente, utilizza tutte le informazioni che arrivano dalla vettura in movimento dai diversi elementi che compongono tale sistema di sicurezza. Il controllo elettronico di stabilità è così composto:

4 sensori di velocità, uno per ogni ruota, integrati nel mozzo ruota che inviano le informazioni sul loro comportamento alla centralina che ne valuta la differenza di giri in un determinato momento;

1 sensore di sterzata che permette di individuare la traiettoria scelta dal guidatore in base alla posizione del volante ;

3 accelerometri, uno per asse spaziale, posizionati al centro della vettura che rilevano le forze che agiscono sull’auto.

Tutti questi sensori comunicano con una centralina che, ricevuti i dati, percepisce quando e in quale momento intervenire per evitare le sbandate dell’auto. La centralina pertanto può ridurre la coppia del motore e agire sulle pinze freno modificando la traiettoria della vettura.

Il controllo stabilità auto è un dispositivo che deve essere tenuto sempre attivo perchè è di grande aiuto in caso di terreno viscido o di neve. Infatti lavora molto bene in caso di strade innevate aiutato anche dagli altri due sistemi di sicurezza quali l’ ABS, che evita lo slittamento delle gomme e il TCS , che controlla la trazione del veicolo.

 In caso di guasto si accende una spia, in genere a forma di triangolo con o senza un punto esclamativo al suo interno e con la freccia che gira attorno. L’accensione rileva la rottura o un difetto dei sensori che fanno parte del sistema o della centralina che lo comanda. In questo caso è raccomandabile rivolgersi ad una officina specializzata.

Origine e obblighi

Le prime auto che hanno fatto uso del controllo stabilità auto sono la Mercedes S600 e la SL oltre alla BMW serie 7. La grande diffusione si ha tuttavia nel 97 quando viene commercializzata la Mercedes classe A. In seguito a problemi di instabilità riscontrati sulla vettura la casa tedesca decide di installare l’ESP su tutti i veicoli di classe A. Da allora in poi il controllo elettronico di stabilità inizia a diffondersi sempre di più anche sulle vetture di piccola e media cilindrata.

A partire da 1 novembre 2011 l’Unione Europea ha reso obbligatorio tale sistema per i veicoli di nuova omologazione, mentre per le vetture omologate in precedenza o per le vetture già in vendita tale obbligo decorre da novembre 2014. Inoltre a partire dal 1 gennaio 2013 per le altre tipologie di veicoli quali pullmann, autobus, minivan e per i veicoli commerciali dal peso superiore a 3,5 tonnellate l’ESP deve essere corredato da altri sistemi di sicurezza quali l’AEB ( sistema di frenata automatica ) e il segnalatore di cambio corsia. Tali sistemi sono obbligatori per tutti i veicoli di nuova immatricolazione a partire dal 1 gennaio 2015.

inserito il 07/09/2019, visite 1476, 1 oggi

Come funziona l’airbag un valido ed efficace dispositivo di sicurezza

Come funziona l'airbag dispositivo di sicurezza

Uno tra i più importanti dispositivi di sicurezza presenti sul veicolo è senza dubbio l’airbag. Ma cosa è, come funziona l’airbag e quali sono gli elementi che lo compongono? Cerchiamo di scoprirlo più nel dettaglio.

Che cosa è l’airbag

L’airbag è un sistema di sicurezza passivo che è installato all’interno del veicolo e più specificatamente all’interno del volante o della plancia o dei sedili. Che cosa fa e come funziona l’airbag ? La sua funzione è quella di impedire, in caso di incidente, che alcune parti del corpo quali la testa ed il viso vengano in contatto con il volante o il cruscotto.

Storia dell’airbag

La nascita dell’airbag risale al 1952 e si deve all’ ingegnere John W. Hetrick che ne depositò il brevetto negli Stati Uniti. La sua richiesta è stata accettata alla fine del 1953. Nello stesso anno il tedesco Walter Linderer ottiene un brevetto per un cuscino gonfiabile per proteggere il conducente in caso di incidente. Diversi furono i prototipi e i test presentati dalle varie case automobilistiche. Verso la fine degli anni 50, la Ford e la General Motors cominciano a sperimentarlo e a testarlo proponendolo come optional agli inizi degli anni 70. Una svolta importante si ebbe nel 1960 grazie all’ingegnere Allen K. Breed con l’introduzione di un efficientissimo sensore d’urto.

La prima vettura che presentò tale innovazione fu la Oldsmobile nel 1973 con la versione Toronado provvista di airbag lato passeggero. Seguirono nel 1974 la Cadillac e la Buick . Con il cambiamento delle norme federali e una serie di test e sperimentazioni inefficaci si assiste ad uno stallo delle tre case automobilistiche. Nel 1967 la Mercedes inizia a studiare un tipo di airbag che a partire dal 1980 verrà installato sulle vetture più lussuose. La prima auto italiana provvista di airbag è stata la show car Lancia Sinthesis 2000 realizzata nel 1971.

Questo sistema di sicurezza non ha avuto un’ accoglienza positiva per le varie divergenze sulla sua efficacia. È solo verso la metà degli anni 80 che inizia a prendere piede fino a raggiungere il massimo riconoscimento della sua validità agli inizi degli anni novanta.

Elementi e varie tipologie di airbag

Il dispositivo di sicurezza è costituito da diversi elementi:

-un sensore che rileva la decelerazione del veicolo in caso di urto;

-una centralina elettronica a cui arriva il segnale del sensore e che invia così il comando di accensione ad un detonatore;

-un detonatore che per mezzo di corrente elettrica o l’urto di un puntale attiva una sostanza ( azoturo di sodio in quantità tra 50 a 200 g.) contenuta in una capsula esplosiva. La capsula, esplodendo, sviluppa una notevole quantità di gas (azoto) che serve a gonfiare il contenitore. In questo caso parliamo di airbag pirotecnico.

-una seconda capsula che contiene un gas inerte che va a gonfiare il sacco. Questo è il caso dell’airbag ibrido.

Come funziona l’airbag

In caso di urto il sensore rileva una violenta riduzione della velocità e manda un segnale alla centralina. Ricevuto il segnale la centralina elabora i dati in base alla velocità dell’auto e la potenza d’urto e decide la velocità di esplosione e di gonfiaggio dell’airbag. Invia un segnale ad un detonatore che esplode accendendo una sostanza, azoturo di sodio tramite impulso elettrico o urto con percussore. La capsula esplode e produce azoto in grande quantità. Il cuscino si gonfia ad una velocità di 300/350 Km l’ora. Il viso affonda e il cuscino inizia a sgonfiarsi tramite dei fori posteriori. In questo modo l’impatto del corpo con il volante o contro il cruscotto viene attutito evitando nel contempo il pericolo di soffocamento.

Airbag pirotecnici e ibridi

Tra i componenti di questo efficace sistema di sicurezza abbiamo menzionato airbag pirotecnici e airbag ibridi. Vediamo come funziona l’airbag e i suoi componenti secondo la tipologia.

Negli airbag pirotecnici fra la prima capsula e il sacco è presente una rete metallica che raffredda i gas che lo gonfiano impedendo alle particelle solide di accedere al sacco.

Nel caso di airbag ibridi tale rete non è presente poichè nella seconda capsula che contiene il gas inerte non sono presenti tali particelle dato che il gas è più freddo dei fumi generati dall’esplosione della prima capsula. Inoltre gli airbag ibridi sono più veloci di quelli pirotecnici e necessitano di una minore quantità di carica.

Questi ultimi sono utilizzati per gli airbag laterali o a tendina per la loro capacità di dispiegarsi rapidamente ed in pochissimo spazio (quello tra la porta e il passeggero). Per gli airbag del conducente e del passeggero davanti è possibile scegliere tra i due.

Airbag dual stage

Gli airbag dual stage sono formati da una coppia di airbag pirotecnici o ibridi ma con un solo sacco. In base alle informazioni ricevute la centralina sceglie se attivare una sola carica pirotecnica gonfiandolo parzialmente o innescare tutte e due ma a distanza temporanea. Questo avviene qualora ci sia un bambino sul sedile o un passeggero di peso leggero.

Nel primo caso non è necessario il dispiegamento completo del sacco oppure, come nel secondo caso, qualora si voglia evitare la violenza d’urto del passeggero con l’airbag.

Raccomandazioni e consigli

L’airbag va considerato come ausilio e non sostituto della cintura di sicurezza. Tale dispositivo si gonfia tramite una vera e propria esplosione alquanto violenta che può arrecare lesioni durante la sua fase di espansione. Tali svantaggi tuttavia sono ampiamente ripagati con i benefici apportati in caso di incidente.

Raccomandiamo pertanto di non essere troppo vicini durante la fase di espansione dell’airbag ritenendo a tal proposito di dare alcuni preziosi consigli:

-non sedersi mai molto vicino al cruscotto o al volante per permettere così all’airbag di espandersi;

-non poggiare i piedi sul cruscotto durante il viaggio;

-non coprire il vano che ospita l’airbag con oggetti;

-non tenere i bambini in piedi di fronte agli airbag;

-usare le cinture di sicurezza;

-tenere le mani sul volante in modo corretto per non ostacolare la traiettoria dell’airbag in caso di espansione.

Raccomandiamo inoltre di verificare che il sistema funzioni perfettamente e di effettuare un controllo visivo in modo tale che tutti i componenti visibili non presentino danni e i contatti siano collegati correttamente. Nel caso in cui non si rileva niente visivamente bisognerà effettuare una diagnosi con un dispositivo adeguato ed in ogni caso rivolgersi sempre a personale competente e specializzato.

Un’ultima precisazione: nel caso in cui l’airbag venga utilizzato è necessario sostituirlo in quanto non è possibile riutilizzarlo.

inserito il 30/08/2019, visite 3932, 3 oggi

ABS che cos’è e come funziona il sistema di frenata

ABS che cosa è e come funziona

ABS che cos’è. Sentiamo parlare spesso di sicurezza sulla vettura. Uno dei sistemi che si è diffuso nel corso degli anni è proprio l’ ABS. Accanto a questo troviamo il servofreno, l’ASR (Controllo Elettronico della Trazione), L’EBD (Ripartitore Elettronico di Frenata) e l’ESP (Controllo Elettronico della Stabilità).

ABS che cos’è e cosa significa

È un sistema di assistenza alla frenata che svolge una funzione antibloccaggio delle ruote. Il termine ABS, dal tedesco Antiblockiersystem cioè sistema antibloccaggio evita l’improvviso bloccaggio di una ruota a seguito di una frenata improvvisa.

Storia ed origine

Il primo sistema antibloccaggio vide la luce nel 1950 con il Maxaret di Dunlop, che è stato utilizzato e ripreso nel mondo dell’aviazione.

Seguì la Bosch nel lontano 1965. La sua nascita tuttavia risale al 1974 ed è da attribuire alla Volvo, la casa automobilistica svedese, che lo introdusse nel mercato automobilistico. Nel 1978 la Bosch iniziò la sua commercializzazione montandolo su un’auto di lusso, una Mercedes classe S. 

Nello stesso anno la Lancia Thema è stata la prima autovettura italiana dotata di tale sistema. Nel 1988 invece la BMW serie K fu la prima moto ad essere equipaggiata con tale dispositivo di sicurezza. Con il passare del tempo lo sviluppo dell’ABS ha portato a una diminuzione del peso e dei costi permettendone il montaggio anche su vetture di piccola cilindrata, moto e scooter .

L’ABS è divenuto obbligatorio nel 2004 . A partire dal 2016 in base alla direttiva UE tale obbligo vige su tutti i mezzi oltre i 125 cm³ integrato con EBD, mentre per gli scooter di cilindrata inferiore e per i ciclomotori verrà utilizzato un sistema a frenata integrale (CBS).

Come funziona

Dopo aver chiarito l’ABS che cos’è vediamo di capirne il funzionamento.In caso di arresto improvviso del veicolo l’ABS permette il bloccaggio delle ruote su fondi scivolosi. Ecco come funziona.

Sulle ruote sono sistemate dei sensori che comunicano con una centralina elettronica.

La centralina calcola la velocità di rotazione delle singole ruote. In caso di bloccaggio di uno o più ruote durante la frenata agisce sulla pompa idraulica diminuendone la forza .

È proprio la centralina che, regolando la forza frenante e agendo sulla pompa idraulica, permetterà di evitare la perdita di direzione del veicolo.

Comportamento del guidatore

In caso di frenata improvvisa il guidatore dovrà premere il pedale del freno. Quando l’ABS entrerà in funzione sentirà una specie di vibrazione del pedale del freno. Tutto questo è normale e in questo caso si raccomanda di non alzare il piede dal pedale del freno per non pregiudicare l’azione frenante. Con l’inserimento dell’ABS si avvertirà inoltre una leggera vibrazione allo sterzo che sarà più accentuata in caso di ostacolo o di sterzata improvvisa.

ABS come agisce

In una frenata normale, a meno che non ci si trovi in presenza di olio o ghiaccio, le ruote non si bloccano. Il guidatore in questo caso riesce a sterzare. Se si frena a fondo succede che le ruote si bloccano ed il pneumatico striscia. Nonostante il guidatore continui a sterzare l’auto rallenta ma continuerà la sua corsa nella stessa direzione prima che avvenisse il bloccaggio delle ruote. L’ABS evita il blocco delle ruote durante la frenata e il conseguente scivolamento della vettura sull’asfalto. Il guidatore così sarà capace di sterzare facendo cambiare direzione al veicolo ed evitando possibili ostacoli.

Come capire quando l’ABS funziona

Il funzionamento dell’ABS è segnalato da una spia di colore rosso o color ocra nel caso in cui l’autovettura sia dotata di sistema ERP o ASR.

La spia dell’ABS come tutte le altre spie sul cruscotto si accende una volta avviato il motore per spegnersi subito dopo. Anche durante la fase di frenata assistita rimane spenta. Controlla sempre che la spia non si accenda durante la marcia. La sua accensione significa che c’è un guasto che può provocare una frenata improvvisa e pericolosa.

Raccomandiamo quindi di verificare il corretto funzionamento dell’ABS effettuando periodicamente i dovuti controlli presso un’officina.

inserito il 24/08/2019, visite 8662, 3 oggi

Obbligo cinture di sicurezza quali sono le norme e le sanzioni

cinture di sicurezza obbligo normativa e sanzioni

Funzione e obbligo delle cinture di sicurezza

Le cinture di sicurezza sono dei dispositivi che permettono di trattenere il corpo in caso di urto. Il primo paese che stabilì l’obbligo delle cinture di sicurezza fu la Cecoslovacchia nel 1969 a cui seguì la Francia nel 1973. Negli Stati Uniti il primo paese a renderle obbligatorie fu il Massachusetts nel 1975. La funzione delle cinture è quella di evitare l’impatto del guidatore e dei passeggeri contro le strutture interne dell’abitacolo e di scongiurare che il corpo venga proiettato fuori dal veicolo.

Per quanto riguarda l’Italia gli attacchi vennero resi obbligatori a partire dal 15 giugno 1976, mentre l’uso delle cinture anteriori divennero obbligatorie nel 1988. A partire dal 30 luglio 2010 tale obbligo vale anche per le minicar, camion, autobus e per qualsiasi veicolo provvisto di cinture.

Origine e storia delle cinture di sicurezza

La cintura di sicurezza è stata inventata alla fine del 1800 dall’ingegnere inglese George Cayley per mantenere i piloti all’interno dei loro alianti.

Le prime cinture di sicurezza furono brevettate a New York nel 1885 dall’americano Edward J. Claghorn per proteggere i turisti dai taxi a New York City. Nel 1903 il canadese Gustave Desirè Lebeau le aveva installate a bordo di un veicolo dandole la denominazione di bretelle di sicurezza.

È solo verso la metà degli anni trenta che i costruttori di auto cominciano a nutrire un certo interesse. Anche se i conducenti di auto da corsa sono stati i primi ad utilizzare le cinture di sicurezza, nel 1948 fu realizzata la prima vettura dotata di cinture di sicurezza di serie. Era la Tucker Torpedo, un’auto innovativa dal punto di vista estetico, meccanico e della sicurezza. Questa sua innovazione concorrenziale nei riguardi delle altre case automobilistiche portò molto presto alla chiusura della fabbrica per problemi legali e politici.

La vera rivoluzione nelle cinture di sicurezza si ebbe nel 1958 quando l’ingegnere svedese Nils Bohlin che lavorava presso la Volvo, inventò la cintura di sicurezza a tre punti (fino ad allora le cinture di sicurezza erano a due punti e si allacciavano sul corpo con la fibbia situata sopra l’addome). La Volvo pertanto è stata la prima casa automobilistica a dotare le proprie vetture con cinture di sicurezza di serie.

Come sono fatte le cinture

Gli elementi che costituiscono le cinture di sicurezza sono diversi. Ecco quali sono:

  • le cinghie, costituite da una trama di fili di polimerici intrecciati;
  • un riavvolgitore che permette di svolgere la cinghia secondo la lunghezza voluta;
  • un regolatore che permette la regolazione della cintura in altezza;
  • un anello oscillante d’acciaio con una copertura in plastica che consente l’attacco della cintura;
  • una linguetta di chiusura che serve per facilitare il fissaggio;
  • una fibbia legata al punto di ancoraggio della vettura e dotato di un pulsante per agganciare o sganciare la cintura;
  • il pretensionatore , un dispositivo che serve a mettere in tensione la cintura in caso di urto.

Tutte le cinture devono essere omologate e rispettare le normative del Ministero dei Trasporti e devono riportare il numero distintivo dello stato di omologazione, il numero di omologazione della Comunità Economica Europea, il numero di omologazione ECE-ONU e l’indicazione dello stato di produzione, cioè dove è stata costruita la cintura.

Veicoli con cinture di sicurezza obbligatorie

Dal 14 aprile 2006 con il decreto legislativo del 13 marzo 2006, n. 150, vige l’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza per i conducenti e i passeggeri delle seguenti categorie di veicoli:

M1 veicoli per il trasporto di persone che abbiano al massimo otto posti a sedere oltre al posto del conducente;

M2 ed M3 per veicoli che abbiano più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente;

N1,N2,N3 per i veicoli riservati al trasporto merci;

L6e le cosiddette minicar.

Normativa e sanzioni

L’art.172 del Codice della Strada sancisce l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza per conducenti e passeggeri sia sui sedili anteriori che posteriori e di sistemi di ritenuta per bambini.

Per i bambini di statura inferiore a m.1,50 bisogna utilizzare sistemi di ritenuta omologati ed adeguati al loro peso. I bambini di età inferiore a tre anni non possono viaggiare su vetture sprovviste di sistemi di ritenute, mentre quelli di età superiore e con statura superiore a m.1,50 possono viaggiare sul sedile anteriore.

Per il trasporto in taxi o le auto a noleggio con conducente esistono delle eccezioni riguardanti i bambini che possono viaggiare senza sistemi di ritenute solo nel sedile posteriore e accompagnati da persona di età non inferiore ai 16 anni.

Esenzioni

Alcune categorie di soggetti sono dispensati dall’ obbligo delle cinture di sicurezza e di sistemi di ritenuta per bambini: la polizia municipale, le forze di polizia, le forze armate, gli addetti al servizio antincendio e i sanitari in caso di emergenza, gli istruttori di guida e i conducenti di veicoli addetti alla raccolta e trasporto dei rifiuti nei centri urbani.

Sono esentati da tale obbligo anche i passeggeri di auto non provvisti in origine di attacchi per le cinture e le auto storiche immatricolate prima del 15.6.1976.

A queste categorie si aggiungono anche quei soggetti il cui uso della cintura non è obbligatorio. Si tratta di persone con diverse patologie e le donne in stato di gravidanza con particolari problematiche. In questi casi bisogna munirsi di un certificato medico dove sono dichiarate e specificate tali patologie o condizioni.

Sanzioni

Il mancato uso della cintura di sicurezza comporta una sanzione che va da 81,00€ a 326,00€ con la decurtazione di cinque punti dalla patente. Segue la sospensione della stessa per un periodo che va da 15 giorni a due mesi qualora lo stesso conducente si sia reso responsabile della stessa infrazione nell’arco di due anni.

Se un passeggero è sprovvisto di cintura la multa sarà elevata al solo passeggero con un importo che va da 81,00€ a 326,00€. Se la mancata osservanza riguarda un minore la multa verrà elevata al genitore o a chi ne aveva la sorveglianza.

Le stesse sanzioni sono previste in caso di uso di cinture non omologate o cinture di sicurezza manomesse. In quest’ultimo caso la multa va da 40,00€ a 63,00€ con la decurtazione di cinque punti dalla patente.

Raccomandiamo sempre di allacciare le cinture prima di mettersi alla guida anche se si tratta di brevi tragitti. Il conducente è responsabile di eventuali danni fisici qualora i passeggeri non sono provvisti delle adeguate ritenute di sicurezza o cinture. La sua responsabilità ricade anche nel caso in cui un minore viaggia sull’auto senza una persona addetta alla sua sorveglianza.

inserito il 17/08/2019, visite 5844, 0 oggi

Cambio automatico come si usa caratteristiche e vantaggi

Cambio automatico storia caratteristiche e vantaggi

Cambio automatico come si usa e che cos’è

La caratteristica del cambio automatico è quella di permettere la selezione autonoma del rapporto di trasmissione. Le vetture con cambio automatico, che è riportato sul libretto di circolazione, sono prive del pedale della frizione e quindi il cambio automatico come si usa e come funziona? Nel cambio automatico, quando il motore raggiunge un determinato numero di giri, il cambio marcia avviene autonomamente senza alcun intervento da parte del guidatore.

Tipi di cambio automatico

In commercio esistono diverse tipologie di cambio automatico. Tra questi troviamo quello robotizzato fino al più moderno a doppia frizione in uso tra le auto sportive ad alto livello e che permettono un cambio marcia in tempi brevissimi.

Il cambio automatico più usato è quello a rotismi epicicloidali così composto:

  • un convertitore di coppia, un dispositivo che si trova tra il motore ed il cambio e che sostituisce la frizione;
  • un cambio a rotismi epicicloidali, la parte centrale del cambio ed il cui rapporto di trasmissione è regolato da un sistema di freni e frizioni;
  • l’attuatore, il centro di controllo dell’intero sistema, per lo più idraulico e regolato da valvole.

Comandi sulla leva del cambio

Sulla leva del cambio sono segnate determinate lettere che indicano i vari comandi. Vediamo le posizioni che si trovano sulla leva del cambio automatico e come si usa:

  • P- Parking . In questa posizione le ruote sono bloccate impedendo all’autoveicolo di muoversi in caso di pendenza;
  • R- Retromarcia (Reverse gear) attiva la retromarcia e le luci di retromarcia;
  • D- guida (Drive) in questa posizione il cambio interviene durante la guida;
  • N- Neutral (folle);
  • 3- Terza è limitato alla terza marcia anche se non è sempre presente;
  • 2- Seconda limitato alla seconda marcia;
  • 1-Prima limitato alla prima marcia;
  • Low- limitato alla prima e seconda marcia;
  • S- Sport limitato alla guida sportiva anche se non è sempre presente;
  • +/- per impostare manualmente i rapporti se abbinato ad un cambio sequenziale.

Cenni storici sul cambio automatico

A differenza degli Stati Uniti dove il cambio automatico era già presene agli inizi degli anni cinquanta, la sua diffusione in Europa è stata molto lenta e graduale. Questa tipologia di cambio era montato su autovetture di grossa cilindrata e, soprattutto nei primi modelli, comportava un consumo eccessivo di carburante.

In Italia il primo brevetto fu registrato nel 1931 a nome di Elio Trenta, un ingegnere meccanico di Città della Pieve.

La sua invenzione che egli stesso presentò alla Fiat non ottenne i consensi sperati. La casa automobilistica difatti si dichiarò non interessata al progetto. Non si sa come l’ingegnere Trenta abbia ceduto il suo brevetto, fatto sta che nel 1940 la Oldsmobile fu la prima casa automobilistica a produrre veicoli con cambio automatico e in quantità sempre maggiore. Il suo nome era Hydra-matic a quattro rapporti e senza frizione.

Negli anni cinquanta il cambio automatico fu introdotto dalla General Motors, Chrysler e Borg-Warner. Le prime versioni erano a due rapporti e da lì a breve vennero prodotti modelli a tre e quattro rapporti.

Negli anni ottanta si assiste ad un balzo in avanti dal punto di vista tecnologico dovuto sia all’introduzione della quinta marcia che del convertitore di coppia a frizione che hanno portato ad un migliore rendimento energetico e ad un risparmio di carburante.

Vantaggi e svantaggi del cambio automatico

Il cambio automatico offre una maggiore sicurezza durante la guida. Il guidatore gode di un maggiore confort di guida grazie alla mancanza del pedale della frizione e senza la necessità di togliere le mani dal volante per cambiare marcia.

È più avanzato dal punto di vista tecnologico, anche se riduce le prestazioni del motore.

La differenza di consumo col cambio manuale è davvero minima e tutto dipende dalla correttezza dell’uso anche se col cambio automatico risparmi circa il 20% sulle spese di carburante e produci meno emissioni di CO2.

Per contro un’autovettura con il cambio automatico ha un costo maggiore rispetto ad una col cambio manuale ed in più necessita di una maggiore manutenzione e quindi maggiori spese.

inserito il 12/08/2019, visite 6168, 0 oggi

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