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Ogni quanto si cambiano le gomme e cosa c’è da sapere

Gomme auto cosa c'è da sapere e quando cambiarle

Ogni quanto si cambiano le gomme per viaggiare tranquilli

Per la tua sicurezza su strada è fondamentale avere gomme efficienti e di qualità. Per questo motivo è molto importante sapere ogni quanto si cambiano le gomme per garantire una migliore aderenza su strada risparmiando inoltre sul consumo di carburante.

Se è arrivato il momento di cambiare le gomme ricordati sempre di attenerti alle indicazioni fornite dal libretto di circolazione. Qui troverai il codice di velocità minimo che deve essere installato.

Si raccomanda di non optare per un codice inferiore a quello segnato.

Infatti se viene montata una gomma con codice di velocità inferiore si crea una maggiore flessione con la conseguenza di un maggiore riscaldamento e maggiore consumo.

Questo perchè la gomma quando è su strada sviluppa calore. Ciò è dovuto sia per l’ attrito con il suolo che per le flessioni dovute alla sua rotazione.

Come si fa a capire quando è ora di cambiare le gomme alla tua auto?

Cerchiamo di capire ogni quanto si cambiano le gomme tenendo presente alcuni aspetti. Uno dei fattori da controllare è la temperatura.

Dopo un lungo viaggio è bene verificare la temperatura che si percepisce toccando la gomma con una mano. Se la gomma risulta surriscaldata e quindi con una temperatura maggiore a quella della mano significa che è deteriorata o la sua pressione è bassa.

Un altro aspetto è la vibrazione dello sterzo durante la marcia oppure lo slittamento sull’acqua del veicolo su strada bagnata ( aquaplaning).

Inoltre bisogna stabilire il grado di usura della gomma verificando la profondità del battistrada che non deve essere inferiore per legge a 1,6 mm. Questo valore è il limite di usura permesso ma che in caso di terreno bagnato non consente tuttavia una prestazione efficiente.

Metodo per verificare lo stato di usura delle gomme

Esistono dei metodi molto semplici che ti fanno capire che è il momento di sostituire le gomme alla tua auto. Il metodo più semplice ed elementare è la prova della monetina.

È necessario munirsi di 1 moneta da 1 euro e 1 da 2 euro da utilizzare nel primo caso per uno pneumatico estivo e nel secondo caso in quello invernale.

Procedere in questo modo: inserire la moneta da 1 euro nella scanalatura della gomma e qualora le stelle sul bordo siano visibili la gomma è da cambiare.  Fare la stessa cosa con la gomma invernale inserendo nella scanalatura la moneta da 2 euro. La gomma va sostituita se il bordo argentato supera la scanalatura.

Un altro metodo è quello di utilizzare uno strumento adatto alla misura del battistrada, il calibro di profondità .

Anche gli indicatori di usura del battistrada, i TWI ( Tread Wear Indicator). ti aiutano a verificare lo stato di usura delle tue gomme.

Si tratta di alcune barre rialzate posizionate dalle case produttrici e inserite nelle scanalature longitudinali principali delle gomme. Se il loro livello raggiunge quello del resto del battistrada significa che si è raggiunto il limite di legge.

Questi indicatori possono assumere anche una simbologia diversa secondo la casa produttrice: una goccia, un triangolo, il logo del marchio o una serie di numeri che man mano che spariscono evidenziano il grado di usura della gomma.

Ogni quanti chilometri vanno cambiate le gomme

Non esiste una regola generale che stabilisce ogni quanto si cambiano le gomme. Bisogna prendere in esame l’usura del battistrada, il carico, il tipo di guida. In linea generale il cambio va effettuato tra i 20.000 e i 40.000 Km.

In ogni caso a prescindere dallo stato di usura del pneumatico ci sono dei limiti temporali che devono essere rispettati e che ci permettono di stabilire ogni quanto si cambiano le gomme. Esse devono essere sostituite ogni 6 anni indipendentemente dai chilometri percorsi. Inoltre sulla vettura non andrebbero mai montate gomme con più di dieci anni di vita anche se sempre conservate e mai usate.

Obblighi cambio gomme e sanzioni

Ci sono dei casi in cui il cambio gomme è obbligatorio. A partire dal 15 aprile e fino al 15 maggio infatti devono essere montate le gomme estive mentre per le gomme invernali il periodo va dal 15 novembre al 15 aprile. Accanto a queste esistono anche gli pneumatici All Season indicate per tutte le stagioni.

Oltre che per una questione di sicurezza è bene sempre controllare lo stato di usura degli pneumatici per non incorrere in sanzioni in caso di controllo da parte degli organi di polizia.

Se si è infatti alla guida di un’auto con gomme lisce le multe variano da 85€ a 338€ con la sottrazione di due punti dalla patente a cui se ne aggiungono altri 3 qualora l’agente prescrive di non proseguire più la marcia. Inoltre viaggiare con gomme non idonee comporta una multa che va da 85€ fino a 1695€ ed il ritiro della carta di circolazione. E ancora se si continuano a utilizzare le gomme invernali senza aver provveduto al cambio nella stagione estiva la multa può arrivare fino a 1695€ con il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione.

28/06/201910201 visite, 1 oggi

Cosa fare in caso di furto auto

Cosa fare in caso di furto auto

Il furto auto è un evento deplorevole che al contempo causa un duplice danno alla persona che lo subisce. Oltre al danno economico della perdita dell’auto ci si ritrova all’improvviso senza più il mezzo di trasporto con tutti i disagi che questo può comportare.

Scongiurando tale situazione in ogni caso è bene sapere cosa fare e come comportarsi per evitare maggiori danni economici: come dire oltre il danno la beffa!

La prima cosa da fare è quella di recarsi presso una stazione di Carabinieri o di Polizia e sporgere denuncia di furto indicando il numero di targa della vettura ed eventualmente anche il certificato di proprietà e il libretto di circolazione se al momento del furto si trovavano sull’auto.

Successivamente bisognerà presentarsi al P.R.A. per richiedere la registrazione della perdita di possesso. Tale procedura è molto importante altrimenti la vettura risulta sempre circolante su strada. Pertanto l’annotazione della perdita di possesso è l’unica strada da percorrere per evitare le future richieste di pagamento del bollo.

I documenti da presentare sono il CDP (se non è stato rubato con l’auto e nel qual caso va dichiarato nella denuncia) o il foglio complementare o il CDPD ( certificato di proprietà digitale ) accompagnato dalla denuncia di furto. Tale certificato viene utilizzato sul retro come nota di presentazione. Nel caso invece non si possieda più il CDP o si era in possesso del foglio complementare verrà utilizzato il modello NP3C e sempre accompagnato dalla denuncia.

La denuncia va presentata in originale o in copia conforme o utilizzando la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia. I costi per tale operazione ammontano a 32,00€ se si utilizza il CDP o CDPD come nota di presentazione e a 48,00€ qualora venga utilizzato come nota di presentazione il modello NP3C. Le spese sono relative alle operazioni fai-da-te a cui vanno aggiunte le spese per il servizio qualora ti appoggi ad una delegazione ACI o agenzia automobilistica.

È importante avvisare anche in tempi brevi l’assicurazione per il furto e che dovrà risarcire il danno subito nel caso in cui la polizza lo preveda. All’assicurazione si dovrà consegnare la copia della denuncia di furto, la copia delle chiavi e l’estratto cronologico della vettura.

Tale estratto si richiede al PRA ed ha un costo di 25,00€.

E cosa fare qualora il veicolo venga ritrovato? Bisogna richiedere al PRA la registrazione del rientro in possesso entro quaranta giorni.

I documenti da presentare sono il CDP dove risulta l’annotazione della perdita di possesso e che viene usato come nota di presentazione oppure il modello NP3C accompagnato dal provvedimento delle autorità per la riconsegna del veicolo.

Anche qui i costi sono variabili e dipendono dal modello che si utilizza come nota di presentazione. Se si usa il CDP sono 32,00€ che salgono a 48,00€ se viene utilizzato il modello NP3C. A queste vanno aggiunte le spese dell’agenzia o della delegazione ACI per il servizio reso qualora non si provveda direttamente.

Un’ ultima raccomandazione : ricordarsi di richiedere il duplicato del certificato di proprietà in caso di furto o smarrimento contemporaneamente alla richiesta della registrazione del rientro in possesso allegando la relativa denuncia.

13/06/20199559 visite, 0 oggi

Revisione auto come funziona e quello che devi sapere

Revisione auto come funziona e quello che devi sapere

La revisione auto è una verifica degli standard di sicurezza, del valore di emissioni inquinanti e della rumorosità del tuo veicolo previsto dal Codice della Strada.

La revisione è obbligatoria per legge e va effettuata secondo determinate scadenze per non incorrere in multe salate. Più precisamente:

  • per una macchina di prima immatricolazione la revisione va effettuata dopo 4 anni e successivamente ogni due anni. La scadenza dei due anni è valida anche per le auto, moto, scooter, camper, furgoni, camion e rimorchi non superiori a 3,5 tonnellate;
  • per gli autoveicoli con massa maggiore a 3.5 tonnellate, per i taxi, autobus, autoambulanze e veicoli a noleggio con conducente e veicoli atipici ( auto elettriche leggere o auto speciali) la revisione va effettuata ogni anno;
  • per i veicoli storici o d’epoca la revisione viene eseguita ogni due anni;
  • esiste poi una revisione straordinaria a cui è sottoposto il veicolo in caso di incidente e che viene espressamente richiesta dalla Motorizzazione su accertamento degli organi di Polizia.

L’auto deve essere revisionata entro le date indicate e obbligatorie per legge. Tuttavia esiste un tempo di tolleranza limitato all’ultimo giorno del mese in cui doveva avvenire la revisione. Per fare un esempio: la revisione della tua auto scade il 15 ottobre hai tempo fino al 31 ottobre per poter revisionare il tuo veicolo.

Dove puoi fare la revisione e quali sono i costi.

La revisione si può fare presso la Motorizzazione Civile o presso un centro di officina autorizzato. Se ti rivolgi alla Motorizzazione dovrai prenotare la revisione presso i propri uffici presentando la domanda su modello TT2100 esibendo la carta di circolazione in originale. Inoltre dovrai effettuare un versamento su bollettino postale di 45,00€ su c/c 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri e reperibile presso gli uffici postali.

Nel caso tu decida di portare la tua auto presso un centro di officina autorizzato dovrai versare un importo pari a 66,88€ così composto:

  • 45,00€ costo revisione
  • 9,90€ iva su costo revisione
  • 10,20€ diritti della Motorizzazione da versare su c/c 9001
  • 1,78€ costo bollettino postale

In fase di revisione verranno effettuati controlli sulla tua vettura per stabilire il suo grado di sicurezza su strada e il suo livello di inquinamento ambientale. Sarà verificato il suo impianto frenante, l’impianto elettrico, l’usura assi e sospensioni, pneumatici, visibilità, sterzo, l’integrità del telaio, la rumorosità e il livello di inquinamento dei gas di scarico oltre ai diversi equipaggiamenti omologati.

Al termine della revisione se l’auto risponde positivamente alle prove a cui è sottoposta ti verrà rilasciato un tagliandino con l’esito della revisione regolare che sarà applicato sulla carta di circolazione nell’apposito spazio già predisposto.

In caso di esito negativo le due soluzioni che si possono presentare possono essere sospesa o ripetere.

Con la dicitura sospesa bisogna effettuare tutte le opportune riparazioni richieste presentando in seguito una nuova domanda di revisione; nel caso di ripetere bisognerà sistemare le inefficienze della vettura e riportarla alla revisione entro un mese.

Novità comunque sono in arrivo nel campo delle revisioni e l’Italia ha dovuto adeguarsi alle normative europee in base alla direttiva U.E 2014/45.

Con il decreto ministeriale del 19 maggio 2017 ha infatti recepito tale direttiva nell’ambito di una maggiore trasparenza e tutela dei consumatori.

Un’importante novità è il certificato di revisione che deve essere rilasciato all’atto della revisione. Tale certificato contiene i dati identificativi del veicolo e l’esito dei controlli effettuati. Un’importante voce che si trova all’interno di tale documento è l’indicazione del numero dei chilometri percorsi dalla vettura, un elemento significativo per evitare eventuali frodi dovute alla manomissione del numero dei chilometri a discapito di ignari acquirenti di auto usate. Altra novità è il responsabile tecnico delle revisioni che dovrà avere delle caratteristiche specifiche e che non dovrà far parte del centro revisioni. Oltre a ciò a partire dal 2023 un organismo di controllo supervisionerà il lavoro dei vari centri di revisione.

L’obbligo di emissione del certificato di revisione è scattato il 31 marzo 2019 e contiene i seguenti dati: la categoria del veicolo, il numero di targa, il numero di telaio, i chilometri effettivi al momento del controllo, la data il luogo e il centro che ha effettuato il controllo con l’esito della revisione e la successiva scadenza. Tali dati saranno inoltrati al Ministero dei Trasporti e saranno resi disponibili successivamente nel Documento Unico visionabile on line sul Portale dell’Automobilista cliccando sulla voce verifica ultima revisione e inserendo il numero di targa e il tipo di veicolo.

E adesso vediamo come funziona la revisione sulle auto con impianto GPL o a metano.

Contrariamente a quanto puoi pensare le bombole GPL non vanno revisionate ma vanno sostituite dopo 10 anni dalla loro installazione sia che si tratti di allestimento originale che installate in una fase successiva. Questo perchè al momento dell’installazione vengono adottate tutte le misure di sicurezza e precauzionali per rendere l’impianto affidabile.

Pertanto l’impianto sarà sottoposto a regolari controlli durante la fase del normale tagliando verificandone il funzionamento degli iniettori, filtri, raccordi, tubazioni e la sostituzione del riduttore verso i 100.000 Km.

Il costo per questo tipo di revisione si riduce sostanzialmente alla sostituzione delle bombole che si aggira tra i 300€-500€ con il relativo controllo dei vari componenti dell’impianto.

Altro discorso invece per le auto a metano. Queste sono soggette a due revisioni quella normale e quella relativa alle bombole che in base alla tipologia seguono una diversa revisione così come sotto meglio specificato.

  • per le bombole omologate secondo la normativa nazionale (DGM) vanno considerati 5 anni dalla data di prima immatricolazione o installazione dell’impianto;
  • per le bombole omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) vanno calcolati 4 anni dalla prima immatricolazione o installazione dell’impianto;
  • per quelle omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV si considerano 4 anni dalla prima immatricolazione o installazione dell’impianto e successivamente ogni 2 anni.

Il costo per questo tipo di revisione è limitato esclusivamente alla manodopera del meccanico e può variare in base al numero delle bombole. In genere va dai 150€ per arrivare fino a 400€-500€.

È bene comunque verificare e controllare sempre la data di scadenza della revisione della tua macchina per non incorrere in multe che possono essere abbastanza consistenti. Circolare difatti con un veicolo con revisione scaduta comporta oltre che dei rischi per la tua sicurezza delle perdite economiche notevoli. Essere fermato con un veicolo non revisionato comporta una multa che va da 155€ fino a 625€. Qualora poi si tratti di un veicolo già sospeso si rischia una multa che parte da 1842€ fino a 7369€ con un fermo amministrativo di 90 giorni ed un’eventuale confisca del veicolo.

Stesso discorso vale anche per le auto a metano. Se non vengono revisionate le bombole e la tua vettura è alimentata solo a benzina in caso di fermo da parte degli organi di polizia rischi una multa che va da 148€ fino a 594€ con ritiro della carta di circolazione.

Un’ultima indicazione ma non meno importante. Circolare con la revisione scaduta comporta dei rischi anche a livello assicurativo poichè in caso di sinistro la compagnia assicurativa potrebbe far valere il suo diritto di rivalsa verso il soggetto alla guida di un’auto non revisionata addebitandogli le somme pagate per il risarcimento dei danni ai soggetti coinvolti nel sinistro.

07/06/201910569 visite, 0 oggi

Cosa fare per esportare un’auto

cosa fare per esportare un'auto

Per chi intende esportare un veicolo all’estero è necessario richiedere la cessazione della circolazione per esportazione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

La radiazione del veicolo per esportazione può essere fatta dall’intestatario del veicolo o da chi ne possiede il titolo anche se non è intestatario al PRA. In questo caso alla documentazione richiesta dovrà essere allegato anche il titolo di acquisto in originale ( verbale di vendita all’asta, atto di accettazione eredità, atto di vendita ecc.).

Una volta presentata la richiesta , il PRA rilascerà il certificato di radiazione digitale (CDPD) e consegnerà una ricevuta dove sono segnati i codici di accesso per poter visualizzare il certificato di proprietà digitale ( CDPD).

La radiazione per esportazione potrà essere richiesta solo dopo l’esportazione della vettura all’estero e dopo che la stessa sia stata immatricolata ed in possesso quindi delle targhe estere.

Tale procedura fa riferimento ad una circolare dell’ACI entrata in vigore il 14 luglio 2014 che stabilisce che prima che l’auto venga radiata e cancellata al PRA si sia già conclusa la vendita della vettura e che l’auto si trovi già fuori dall’Italia e nelle mani del destinatario.

Nel caso in cui invece la vettura non sia stata ancora immatricolata è necessario presentare il documento di trasporto che attesti il suo effettivo trasferimento all’estero.

Per le auto esportate nei paesi UE il documento di trasporto (CMR o Lettera di vettura internazionale) che può essere allegato in fotocopia, deve essere accompagnato dalla ricevuta di consegna al destinatario.

A questi si aggiungeranno le targhe , il libretto di circolazione e il certificato di proprietà e si potrà quindi procedere alla richiesta della radiazione per esportazione. La pratica può essere presentata personalmente o servendosi dello Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), di una delegazione ACI o di un’agenzia automobilistica. Nel caso in cui l’auto viene portata alla guida direttamente nel paese straniero la formalità può essere assolta tramite Consolato d’Italia nel paese dove l’auto è stata esportata.

Qualora l’autovettura risulta già immatricolata all’estero bisognerà presentare oltre ai documenti italiani e le targhe, il libretto di circolazione estero o una attestazione di avvenuta immatricolazione da parte dell’autorità straniera.

Per l’esportazione verso paesi extra UE valgono più o meno le stesse regole. La fotocopia della carta di circolazione estera deve essere accompagnata dalla traduzione asseverata in italiano ed in caso di auto non ancora immatricolata bisognerà allegare la bolla doganale in fotocopia con la stampa della notifica di esportazione con esito “uscita conclusa” verificandola dal sito dell’ Agenzia Dogane Monopoli e cliccando sul seguente link Tracciamento di movimenti di esportazione o di transito (MRN)

Se si vuole conoscere più nel dettaglio o approfondire quanto sopra detto riguardo la documentazione richiesta consultare la scheda radiazioni per esportazione.

E ora vediamo a quanto ammontano le spese per la radiazione della vettura per esportazione.

  • Emolumenti ACI 13,50€ ;
  • Imposta di bollo che può essere 16,00€ o 32,00€ a secondo se viene utilizzato nell’ordine il CDP o la nota di presentazione su modello NP3C ;
  • Diritti della Motorizzazione 10,20€ ( solo per le importazioni nei paesi dell’UE) ;
  • costo versamento bollettino postale 1,80€
  • eventuali spese aggiuntive nel caso in cui si decide di delegare l’agenzia automobilistica o una delegazione ACI per il disbrigo della pratica.

Nel caso in cui sul veicolo da esportare fosse iscritto un provvedimento di fermo amministrativo occorrerà procedere alla cancellazione del fermo preoccupandosi del pagamento delle somme dovute. È inutile sottolineare che esportare un’auto comporta anche dei rischi e pertanto bisogna sempre verificare con chi si ha a che fare, controllare le modalità di pagamento e nel caso di aziende verificare l’esistenza dell’effettiva sede per non trovarsi in situazioni sgradevoli.

31/05/201910053 visite, 0 oggi

Radiazione auto: significato e tipologie

Radiazione auto significato e tipologie

Quando sentiamo parlare di radiazione di una vettura il nostro pensiero si ricollega alla demolizione dell’auto. Ma cosa significa esattamente radiare un’auto? La radiazione di un’auto altro non è che la sua cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Noi tutti sappiamo che le auto sono iscritte negli appositi registri del PRA, il posto dove possiamo conoscere la storia di un’auto fin dalla sua nascita. Pertanto nel caso in cui si decidesse di radiare un’auto bisogna effettuare tale procedura presso i suoi uffici.

La radiazione di un veicolo può avvenire in questi casi:

Demolizione dell’auto. Qualora si decida di demolire un’auto, questa va consegnata al demolitore che rilascerà un certificato di demolizione con la promessa della cancellazione della vettura al PRA entro 30 giorni dalla consegna.

Esportazione della vettura. In questo caso l’auto verrà trasferita all’estero e si procederà alla sua cancellazione consegnando le targhe, il libretto di circolazione, il certificato di proprietà o foglio complementare al PRA. Si procederà quindi alla radiazione della vettura per esportazione.

Distruzione o incendio della vettura. In questo caso bisognerà allegare alla documentazione il verbale rilasciato dalla competente autorità. Da tale verbale verrà rilevata l’impossibilità del recupero del mezzo e si procederà alla radiazione.

Mancato pagamento del bollo. Nel caso in cui non venga pagato il bollo per tre anni consecutivi si rischia la radiazione d’ufficio ( Art.96 C.d.S.). Tale provvedimento verrà comunicato al proprietario che dovrà dimostrare entro 30 giorni il pagamento dei bolli scaduti. In mancanza di ciò si avvierà la procedura di radiazione con la cancellazione del veicolo presso il PRA e il ritiro delle targhe e del libretto da parte della Motorizzazione tramite gli organi di polizia. In ogni caso contro tale provvedimento è ammesso il ricorso da presentarsi entro 30 giorni.

Dopo averti chiarito il concetto di radiazione e tutti i casi in cui è contemplata la cancellazione della vettura un consiglio che ti eviterà sorprese: cerca di far rientrare la radiazione del tuo veicolo entro la data di scadenza fissa del bollo ( aprile, agosto, dicembre) e non oltre. Per farti capire meglio: se ad esempio la tua auto ha il bollo che scade ad aprile la radiazione dovrà essere fatta entro il 30 aprile e non a maggio perchè solo così non pagherai il bollo successivo altrimenti sarà completamente a tuo carico.

25/05/20192854 visite, 0 oggi

Auto d’epoca e auto storiche significato e differenze

auto d'epoca e auto storiche significato e differenze

Quando parliamo di auto d’epoca o di auto storiche ci viene spontaneo pensare che si tratti della stessa cosa ma in effetti non è così. Secondo il Codice della Strada esistono delle differenze tra le due tipologie di vetture. Vediamo di chiarire e di capire la differenza.

Il Codice della strada definisce un’ auto d’epoca come un veicolo che possiede le caratteristiche tecniche originarie della casa costruttrice non adeguato nei requisiti e negli equipaggiamenti alle vigenti disposizioni per la circolazione, cancellato al PRA e destinato alla conservazione in musei, locali pubblici e privati ( art. 60 Codice della Strada ).

In pratica un veicolo d’epoca non può circolare su strada anche se funzionante poichè le sue caratteristiche tecniche non rispettano le normative attuali e proprio per questo deve essere cancellato al PRA per essere iscritto in un apposito elenco tenuto presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri.

Tuttavia ci sono dei casi in cui è permessa la circolazione di tali veicoli. In caso di raduni o di manifestazioni particolari a tali veicoli è permessa la circolazione previa un’adeguata autorizzazione da richiedere alla Motorizzazione Civile del luogo in cui si svolge la manifestazione.

L’organizzatore dell’evento nella richiesta dovrà indicare il nome del proprietario del veicolo, il tipo e la fabbrica, il numero di telaio o di motore, il tragitto e la durata dell’evento. Per la concessione di tale autorizzazione servono almeno 15 partecipanti. Una volta ricevuto il consenso e dopo il nulla osta dai competenti uffici di polizia e la concessione per l’utilizzo della strada, la Motorizzazione rilascerà un foglio di via temporaneo dove sono riportati il tempo di validità , il percorso e il limite di velocità e consegnerà anche una targa prova.

A differenza delle auto d’epoca le auto storiche possono ancora circolare e quindi sono auto che circolano liberamente al pari di quelle moderne e pertanto sottoposte alle stesse regolamentazioni purchè rispettino i requisiti previsti dalla legge per questo tipo di veicoli.

Un ‘auto per essere considerata storica deve essere stata costruita da oltre trentanni ( in genere la sua data di costruzione e la sua data di immatricolazione coincidono ) e non deve essere utilizzata per fini professionali o per l’esercizio di attività di impresa, arti o professioni.

Inoltre deve essere iscritta in appositi registri quali ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo. L’iscrizione a tali registri comporta il rilascio di un certificato di rilevanza storica (CRS), purchè l’auto possieda le caratteristiche tecniche originali e conformi alle norme di quel periodo.

Prima del 2015 bastavano 20 anni affinchè un veicolo fosse dichiarato storico usufruendo anche di particolari benefici. Ma con la nuova legge di stabilità 2015 gli anni sono passati a 30. Inoltre mentre prima le vetture con un’età di costruzione ultraventennale e non superiore a trenta non pagavano il bollo adesso devono pagarlo regolarmente e rispettando delle scadenze diversificate. Oltre a ciò anche l’IPT, l’imposta Provinciale di Trascrizione, che prima era pagata in forma ridotta adesso deve essere pagata per intero.

Pertanto alla luce di quanto sopra detto le autovetture storiche con un’età ultraventennale e non superiore ai trenta non godono più delle agevolazioni a partire da gennaio 2015. Le agevolazioni invece riguardano i veicoli ultratrentennali e più nello specifico:

  • esenzione dal pagamento del bollo. L’esenzione scatta in automatico e non cè bisogno di fare alcuna richiesta nè tantomeno è richiesta l’iscrizione ai registri come veicolo storico. Qualora però il veicolo circoli su strada è richiesto un pagamento forfettario variabile in base alla regione di appartenenza;
  • riduzione dell’IPT che è fissata a 51,65€. Tale riduzione deve essere espressamente richiesta sulla nota di presentazione al PRA con i riferimenti di legge (art. 63, comma 4, della L. 342/2000);
  • benefici assicurativi. Un veicolo storico gode di un premio assicurativo di importo nettamente inferiore rispetto ad un veicolo assicurato normalmente.

E se il veicolo risulta radiato ( cancellato ) dal PRA ? Non c’è alcun problema: il veicolo potrà essere reimmmatricolato e provvisto di nuove targhe e della carta di circolazione. Dopo le opportune verifiche di idoneità del mezzo potrà essere iscritto nei registri storici ed essere riconosciuto veicolo storico.

17/05/201911290 visite, 0 oggi

Come importare un’auto dall’estero

come importare un'auto dall'estero

Sono sempre più le persone che sono allettate dall’acquisto di un’auto al di fuori dei confini nazionali. Rivolgersi ad un mercato più ampio è molto vantaggioso perchè oltre ad offrire una maggiore scelta nel trovare l’auto che si desidera può comportare dei benefici economici.

Vediamo di chiarire alcuni punti e di vedere cosa fare per poter importare un’auto dall’estero. Innanzitutto bisogna distinguere tra auto nuova e auto usata. Per auto nuova si intende un veicolo di provenienza UE mai immatricolato o immatricolato in un paese dell’ UE e ceduto entro 6 mesi dalla data di prima immatricolazione all’estero e con un chilometraggio non superiore a 6000 Km. Viceversa un veicolo che è stato immatricolato all’estero e possiede più di 6 mesi di vita e più di 6000 Km. è considerato veicolo usato. Un’altra distinzione riguarda la provenienza : ci sono auto di importazione UE o appartenenti allo Spazio Economico Europeo ( Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e auto provenienti da importazione Extra EU.

La procedura di importazione è svolta essenzialmente da concessionari o dai rivenditori del cosiddetto mercato parallelo, cioè quel tipo di mercato non contemplato dalla rete di vendita ufficiale dalle case costruttrici. In entrambi i casi sono loro che provvederanno all’espletamento della pratica di importazione e alla regolarizzazione dell’auto per la circolazione in Italia. Ma puoi anche decidere di acquistare l’auto in modo autonomo e di svolgere tutte le pratiche inerenti all’acquisto e al trasferimento della vettura e alla sua regolarizzazione per la circolazione in Italia.

Con l’approvazione del decreto del 26 marzo 2018 del Ministero dei Trasporti sono state introdotte delle nuove regole per i privati che intendono acquistare un’auto nuova o usata all’estero e più precisamente in un altro Paese dell’Unione Europea. Difatti i privati, proprio come le imprese e i professionisti, devono dare comunicazione dei dati del veicolo alla Motorizzazione entro 15 giorni dall’acquisto. È fondamentale sapere che un’auto di importazione nuova o usata per poter circolare in Italia deve essere immatricolata.

La procedura di immatricolazione deve essere espletata presso la Motorizzazione Civile. Seguirà la registrazione della vettura al PRA entro 60 giorni dalla data di rilascio della carta di circolazione. Puoi rivolgerti allo STA (Sportello Telematico dell’Automobilista) che provvederà al disbrigo della pratica oppure farlo personalmente.

Per le macchine di provenienza extra EU non è possibile rivolgersi allo STA e all’atto della immatricolazione presso gli uffici della Motorizzazione verrà richiesta oltre ai vari documenti l’autorizzazione rilasciata dalla dogana che dimostra che si tratta di un’importazione legale.

E ora vediamo cosa bisogna fare per importare un’auto usata da un paese dell’Unione Europea. Ecco qui di seguito un elenco della documentazione che serve:

  • fotocopia del documento d’identità dell’acquirente (se il documento è in lingua straniera bisognerà fornire una traduzione certificata in lingua italiana conforme al testo straniero. Tale certificazione potrà essere effettuata da un traduttore ufficiale o dalla rappresentanza diplomatica o consolare);
  • autocertificazione di residenza dell’acquirente qualora non venga riportata sul documento;
  • modello NP2C da ritirare gratuitamente presso gli STA o la Motorizzazione per l’iscrizione al PRA con richiesta dell’acquirente;
  • modello NP2D da ritirare gratuitamente presso gli STA o la Motorizzazione nel caso in cui venga redatto l’atto di vendita (con firma del venditore autenticata da un notaio e in bollo).

Se il soggetto risulta già proprietario all’estero, e questo è riscontrabile sul libretto estero, si può anche presentare una dichiarazione di proprietà con firma autenticata dal notaio o dal comune.

  • modello TT2119 distribuito gratuitamente presso gli STA o la Motorizzazione e firmato dall’acquirente;
  • carta di circolazione estera e fotocopia.

Nel caso l’acquirente sia una persona giuridica (società, associazione) serve una dichiarazione del legale rappresentante che attesti la sede della persona giuridica. Qualora l’acquirente sia un cittadino extracomunitario o un familiare extracomunitario di un cittadino dell’unione Europea e residente in Italia bisogna presentare nel primo caso il permesso di soggiorno valido o la fotocopia della ricevuta postale rilasciata per la pratica di rinnovo del permesso, mentre nell’altra ipotesi la carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’Unione Europea.

Inoltre per i veicoli provenienti dalla Germania bisognerà osservare le seguenti indicazioni: per le auto immatricolate in Germania fino al 31/5/2004 va consegnato l’originale del documento di proprietà ( Faharzeugbrief), mentre per le auto sempre provenienti e immatricolate in Germania ma a partire dal 01/06/2014 si deve consegnare o la copia del documento di proprietà ( Faharzeugbrief) o del nuovo documento di identità (Zulassungsbesheinigungteil II).

Per un veicolo nuovo quindi mai immatricolato in un paese dell’Unione Europea oltre alla suddetta documentazione dovrà essere allegata la dichiarazione di conformità del veicolo o certificato di conformità europeo con omologazione italiana o certificato di conformità europeo accompagnato dalla dichiarazione di immatricolazione rilasciati dalla casa costruttrice.

Costi per la regolarizzazione di un veicolo importato:

Per un veicolo di importazione extra UE come già detto in precedenza non ci si può rivolgere allo sportello STA ma bisogna recarsi presso gli uffici della Motorizzazione per l’immatricolazione del veicolo a cui dovrà seguire entro sessanta giorni dalla data di rilascio della carta di circolazione la successiva registrazione della vettura al PRA.

I documenti che servono sono i seguenti:

  • fotocopia di un documento d’identità dell’acquirente ( se il documento è in lingua straniera è necessaria la traduzione in lingua italiana conforme al testo straniero e certificata dalla rappresentanza diplomatica o consolare o da un traduttore ufficiale );
  • autocertificazione di residenza dell’acquirente qualora non sia riportata sul documento;
  • titolo di proprietà ( dichiarazione di proprietà con firma autenticata dal notaio o dal comune, qualora l’intestatario del veicolo risulti già proprietario all’estero, rilevabile dalla carta di circolazione estera o atto di vendita autenticato da un notaio se l’intestatario del veicolo è diverso dall’intestatario della carta di circolazione estera);
  • modello NP2D distribuito gratuitamente presso gli STA o la Motorizzazione con l’inserimento del codice fiscale dell’acquirente per l’iscrizione del veicolo al PRA;
  • fotocopia della carta di circolazione estera;
  • fotocopia della carta di circolazione rilasciata in Italia.

Relativamente ai soggetti. Qualora si tratti di persona giuridica ( associazioni, società, enti) serve la dichiarazione sostitutiva del rappresentante legale che attesti la sede della persona giuridica; nel caso di cittadino extracomunitario residente in Italia serve la copia del permesso di soggiorno in corso di validità o se scaduto la copia della ricevuta postale di presentazione per il rinnovo; per i familiari extracomunitari di un cittadino dell’unione Europea che risiede il Italia serve la copia della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione Europea o la copia della carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei.

Ma come si fa a far arrivare l’auto in Italia? Le strade da seguire sono tre:

  • puoi immatricolare l’auto in Italia. Per poter fare questo devi essere già in possesso della documentazione della vettura ed aver già concluso il contratto di acquisto all’estero. Una volta immatricolata e sei in possesso delle targhe assicuri l’auto e rientri con la tua auto regolarmente in Italia;
  • ti puoi rivolgere ad un trasportatore di auto;
  • puoi munirti di una targa provvisoria straniera per poi sostituirla con targa italiana una volta che l’auto si trova in Italia. In questo caso l’auto deve essere immatricolata nel paese straniero e provvista di assicurazione temporanea provvisoria.

Finora abbiamo parlato della procedura di acquisto, di come fare entrare in Italia e di come regolarizzare la vettura ai fini della sua messa in strada. Ma come funziona il pagamento dell’ IVA per le auto importate? Se si intende acquistare un’auto da un rivenditore all’estero bisogna distinguere se l’auto è nuova o usata:

per l’auto nuova l’IVA va versata in Italia. Nel paese estero viene consegnata la fattura di acquisto pagando solo l’imponibile. Si pagherà il 22% dell’imposta all’Agenzia delle Entrate su apposito modello F24 utilizzando il codice tributo 6099;

per l’auto usata l’IVA va pagata nel paese di origine ed è inclusa nel prezzo di acquisto. Se l’acquisto è effettuato da un privato pertanto non si dovrà versare l’IVA nè in Italia nè all’estero.

A tal fine per evitare i casi di finti privati cioè di persone che fingono di acquistare l’auto come privati mentre in effetti sono rivenditori o realtà imprenditoriali del settore auto è divenuto obbligatorio comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate prima dell’immatricolazione della vettura in Italia e più precisamente:

  • dati anagrafici del venditore estero;
  • dati anagrafici dell’acquirente. I dati dell’importatore e dell’intestatario devono essere uguali;
  • dati tecnici del veicolo;
  • codice fiscale del delegato per la presentazione della pratica qualora sia diverso dall’intestatario.

Per le auto nuove invece l’Agenzia delle Entrate verificherà che sia stato effettuato il pagamento dell’IVA su modello F24.

Onde evitare brutte sorprese in futuro a causa di qualche rivenditore poco onesto è bene che ti accerti dell’avvenuto versamento dell’IVA su modello F24. E per finire una serie di consigli per un acquisto sicuro. Evita di firmare documenti che non siano espressamente richiesti per la definizione del contratto, leggi attentamente il contratto e se in lingua straniera fai una traduzione. Sul contratto deve essere specificato se trattasi di auto nuova o usata, il prezzo, l’allestimento della vettura e la data di consegna.In ogni caso prima di procedere all’acquisto valuta gli allestimenti (che possono essere diversi secondo il paese di origine) e cosa più importante che l’auto possieda gli aggiornamenti relativi agli standard di sicurezza. E ricorda: solo dopo aver completato il contratto, ricevuto la fattura, i documenti dell’auto e le chiavi procedi al pagamento. La prudenza non è mai troppa!

14/05/201913819 visite, 0 oggi

Cosa fare per rottamare un’auto.

cosa fare per rottamare un'auto

Al di là del legame affettivo che ci lega alla nostra auto arriva il momento in cui dobbiamo decidere di demolirla o perchè abbiamo scelto di comprarne una nuova o perchè è molto avanti negli anni e non ce la fa più o per altri eventi che ci portano seppur a malincuore a disfarci della nostra amata vettura.

Demolire o rottamare una vettura significa demolire materialmente l’auto ed effettuare la richiesta di cessazione della circolazione della vettura al P.R.A. Ecco i passi da seguire. Nel caso in cui decidiate di comprare un’auto nuova e volete usufruire delle varie campagne promozionali legate all’acquisto di un mezzo nuovo, sarà il concessionario stesso che provvederà allo svolgimento della pratica di rottamazione.

Negli altri casi bisognerà rivolgersi ad un centro di raccolta autorizzato che provvederà a smaltire i componenti secondo le normative vigenti. Al centro di raccolta verranno consegnate inoltre le targhe, il libretto di circolazione, il certificato di proprietà, CDP, o il vecchio foglio complementare.

Nel caso in cui le targhe o una delle due fosse stata smarrita basterà presentare una denuncia agli organi di pubblica sicurezza allegandola alla documentazione da consegnare al centro di demolizione.

Il demolitore all’atto della consegna rilascerà al proprietario un certificato di rottamazione del veicolo dove vengono riportati i seguenti dati

  • il nome e l’ indirizzo del proprietario;
  • il nome dell’autorità competente che ha rilasciato l’autorizzazione all’impresa, il numero di registrazione dell’impresa e la firma del titolare;
  • la data e l’ora della presa in carico del veicolo e di rilascio del certificato;
  • gli estremi identificativi del veicolo (classe, marca, modello, targa e numero di telaio);
  • la promessa della richiesta di cancellazione al PRA del veicolo;
  • Qualora la consegna del mezzo venga effettuata da persona diversa dal proprietario vanno riportati anche i dati personali e la firma del soggetto che ha effettuato la consegna.

Il demolitore ha 30 giorni di tempo per poter completare la pratica di rottamazione con la richiesta della cancellazione del veicolo al P.R.A. È chiaro che la procedura di rottamazione di un auto ha un costo. Bisogna considerare il pagamento di 13,50€ come emolumenti ACI a cui vanno aggiunti rispettivamente 32,00€ o 48,00€ nel caso in cui venga utilizzata come nota di presentazione il CDP o il modello NP3C. E in ultimo le spese del demolitore per la presa in carico della vettura che oscillano dalle 70.00€ alle 150,00€.

Un’ultima cosa da precisare di estrema importanza e da tenere a mente. Solo con la richiesta della cessazione della circolazione al PRA l’auto risulta demolita e quindi non più circolante altrimenti la vettura rimane sempre iscritta e intestata al proprietario e quindi soggetta al pagamento del bollo.

08/05/201912894 visite, 0 oggi

Cos’è il bollo auto e come funziona

cos'è il bollo auto e come funziona

Il bollo auto o tassa automobilistica è una tassa regionale annuale che compete ad ogni proprietario di un veicolo a motore. Un tempo era conosciuta come tassa di circolazione ma successivamente in seguito all’entrata in vigore dell’art.7 della legge n.99 del 23 luglio 2009 è divenuta tassa di possesso ed il pagamento del bollo è legato al possesso della vettura.

È una tassa che spetta a chiunque possieda un’auto o una moto con cilindrata superiore a 125 kw. È bene sapere che tale tassa è dovuta anche se l’auto non circola su strada e pertanto in questo caso l’interruzione del pagamento scatta solo con la rottamazione del veicolo.

Il bollo va pagato ogni anno ed entro il mese successivo alla sua scadenza. Solitamente le scadenze sono aprile, agosto e dicembre. Il suo importo non è uguale ma dipende dal tipo di veicolo, dalla potenza espressa in kilowatt della vettura e dalla classe ambientale di appartenenza. Inoltre essendo una tassa regionale il suo importo può essere diverso da una regione all’altra.

I dati relativi ai kW sono indicati al punto V.9 sul libretto di circolazione della vettura. Qualora non vengano segnalati basterà dividere il valore della potenza in CV per 1,35962. La classe di appartenenza relativa alle emissioni dei gas di scarico è indicata sul libretto alla voce P.2. Quindi una volta conosciuti i kw e la classe ambientale ( da euro 0 a euro 6 ) si può procedere al calcolo del bollo come dalla seguente tabella:

Classe ambientaleCosto per kW
(fino a 100 kW)
Costo per kW
(dopo i 100 kW)
Euro 03,00€4,50€
Euro 12,90€4,35€
Euro 22,80€4,20€
Euro 32,70€4,05€
Euro 4, 5 e 62,58€3,87€

Esempio bollo auto 110 kW euro 3

  • fino a 100 kW: 2,70€x100kw=270€ ;
  • oltre i 100 kW quindi 10kw= 4,05€x10kW=40,50€
  • Totale importo bollo (270€+40,50€) = 310,50€

Per pagare il bollo ci sono diverse modalità. Ci si può rivolgere agli uffici postali, alle delegazioni ACI, alle agenzie automobilistiche e alle banche abilitate o alle tabaccherie. C’è la possibilità anche dei pagamenti on line con i servizi offerti da Poste Italiane e ACI.

Nel caso in cui il pagamento del bollo venga effettuato in ritardo ci sono maggiorazioni ed interessi che vengono aggiunti in proporzione al tempo di ritardo. E precisamente entro i 30 giorni di ritardo si paga il 2,5% di sanzione sul bollo oltre gli interessi giornalieri del 3%; tra i 30 giorni e 1 anno sanzioni e interessi sono calcolati al 3%; dopo un anno la sanzione è del 30% con interessi all’1,3% calcolati sul semestre.

Inoltre per le auto con potenza superiore a 185 kW si paga il superbollo per le auto di lusso. L’importo è di 20 € in più per ogni kW successivo. In questo caso bisogna considerare alcuni fattori che possono determinare una differenza di importo da pagare. Se ad esempio la macchina è nuova o ha un’età inferiore a cinque anni si ha una riduzione di 12€ per ogni kW; se ha meno di 10 anni è di 6€; se ha 15 anni la riduzione è di 3 euro mentre per le auto con più di vent’anni non si paga.

Sono previsti dei casi in cui il pagamento del bollo non è richiesto e precisamente non pagano il bollo:

  • le auto elettriche entro i primi cinque anni dalla immatricolazione;
  • le auto ibride secondo le disposizioni e a discrezione delle Regioni;
  • le auto adibite per il trasporto dei disabili per le auto con cilindrata fino a 2000 cc o 2800 cc per i motori diesel;
  • le vetture adibite a trasporto specifico di persone come quelle intestate alle Onlus o le ambulanze;
  • le auto d’epoca

Se vuoi conoscere l’importo del tuo bollo puoi rivolgerti al sito della tua Regione o al calcolatore automatico dell’ACI cliccando al seguente link https://online.aci.it/acinet/calcolobollo/index.asp#inizio-pagina




06/05/201912103 visite, 0 oggi

Cos’è e come funziona l’assicurazione auto

Per poter circolare su strada con un veicolo a motore è necessario che l’autovettura sia coperta da assicurazione. L’assicurazione auto o RCA, Responsabilità Civile Auto, è obbligatoria per legge. Copre il veicolo anche quando è in sosta e garantisce in caso di sinistro la copertura dei danni nei confronti di terzi.

Questo comportamento è regolato dall’art.193 del Codice della strada secondo cui ” I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi”.

Ma come funziona? Il proprietario del veicolo stipula un contratto con la compagnia assicurativa dietro pagamento di una polizza delegando la compagnia a risarcire i danni alle parti coinvolte in caso di sinistro.

A tal proposito è da sottolineare che c’è un limite entro il quale la compagnia di assicurazione risponde per il risarcimento dei danni verso terze parti e questo è stabilito dai massimali.

Pertanto i massimali non sono altro che il limite massimo entro cui la compagnia risponde per il risarcimento del danno, oltre il quale è l’assicurato stesso che deve provvedere in completa autonomia. Da tenere presente che maggiori sono i massimali stabiliti sulla polizza e più caro sarà il premio assicurativo da pagare.

Tuttavia ci sono dei limiti minimi di massimali stabiliti per legge che devono essere rispettati: per le lesioni fisiche la soglia minima è fissata a 6,07 milioni di euro indipendentemente dal numero delle persone coinvolte, mentre per i danni alle cose è fissata a 1,22 milioni di euro a prescindere dal numero delle cose danneggiate. Il massimale unico corrisponde invece a 7,29 milioni.

Questa normativa è quella stabilita dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico entrato in vigore in data 11 giugno 2017. La polizza assicurativa copre solo i danni causati a persone, cose e animali verificatosi a seguito di un sinistro ma non copre i danni subiti dal guidatore che ha provocato l’incidente.

È importante essere a conoscenza di tutte le coperture assicurative al momento in cui si stipula la polizza. In tal senso è utile leggere le condizioni contrattuali e le eventuali esclusioni che potrebbero così non coprire alcune casistiche di risarcimento danni.

È bene sapere difatti che l’assicurazione può avvalersi del diritto di rivalsa richiedendo la restituzione della somma pagata in caso di sinistro per tutti quei casi in cui si siano verificate delle situazioni in cui la circolazione non avviene nel rispetto delle disposizioni di legge.

Le tipologie di contratti che possono essere conclusi per l’assicurazione del tuo veicolo sono il bonus-malus e la franchigia.

Il primo viene applicato in genere per le auto e tiene conto del comportamento del conducente. Il guidatore che non provoca incidenti viene per così dire “premiato” e alla scadenza del contratto annuale della polizza gli viene attribuita una classe di merito(CU) superiore. Viceversa il conducente subisce una “penalità” con l’attribuzione di una classe di merito inferiore.

Nell’assicurazione con franchigia, l’assicurato paga un premio fisso e potrebbe eventualmente pagare personalmente parte del risarcimento. All’atto della stipula del contratto si stabilisce una franchigia e qualora il danno sia inferiore alla soglia stabilita il risarcimento è responsabilità dell’assicurato.

Accanto alla RCA che è obbligatoria per legge esistono delle garanzie accessorie che possono accompagnare la polizza quali ad esempio il furto e incendio, nel caso di furto o di eventi che possono accadere alla propria vettura, la polizza kasko, una garanzia che copre i danni della vettura indipendentemente dalla responsabilità del conducente, la polizza cristalli e la copertura infortuni per il conducente.

Fino al 2012 i contratti RCA erano vincolati alla stipula del contratto per l’anno successivo per tacito rinnovo. Dal 1 gennaio 2013 con l’entrata in vigore del Decreto Legge n.179 non esiste alcun vincolo e pertanto il guidatore è libero di cambiare compagnia assicurativa scegliendo quella più conveniente e più rispondente alle proprie esigenze tra le varie offerte proposte dalle diverse compagnie.


04/05/201912995 visite, 0 oggi

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