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Cambio automatico storia caratteristiche e vantaggi

Cambio automatico storia caratteristiche e vantaggi

Cambio automatico che cos’è

Il cambio automatico come ben sapete è un tipo di cambio che permette la selezione autonoma del rapporto di trasmissione. Le auto con cambio automatico sono privi del pedale della frizione e quando il motore raggiunge un determinato numero di giri, il cambio marcia avviene autonomamente senza l’intervento del guidatore.

Storia del cambio automatico

Molto usato negli Stati Uniti agli inizi degli anni cinquanta la sua diffusione in Europa è stata molto lenta e graduale. Anche perché questa tipologia di cambio era montato su autovetture di grossa cilindrata e, soprattutto nei primi modelli, comportava un consumo eccessivo di carburante. In Italia il primo brevetto fu registrato nel 1931 a nome di Elio Trenta, un ingegnere meccanico di Città della Pieve. La sua invenzione che egli stesso presentò alla Fiat non ottenne i consensi sperati. La casa automobilitistica difatti si dichiarò non interessata al progetto. E comunque non si sa come e in che condizioni l’ingegnere Trenta abbia ceduto il suo brevetto, fatto sta che nel 1940 la Oldsmobile fu la prima casa automobilistica a produrre veicoli con cambio automatico e in quantità sempre maggiore. Il suo nome era Hydra-matic a quattro rapporti e senza frizione.

Successivamente negli anni cinquanta il cambio automatico fu introdotto dalla General Motors, Chrysler e Borg-Warner. Le prime versioni erano a due rapporti e da lì a breve vennero prodotti modelli a tre e quattro rapporti. Negli anni ottanta si assiste ad un balzo in avanti dal punto di vista tecnologico dovuto sia all’introduzione della quinta marcia che del convertitore di coppia a frizione portando così ad un migliore rendimento energetico e ad un risparmio di carburante.

Tipologie

In commercio esistono diverse tipologie di cambio automatico. Tra questi troviamo quello robotizzato fino al più moderno a doppia frizione in uso tra le auto sportive ad alto livello e che permettono un cambio marcia in tempi brevissimi. Il cambio automatico più usato è quello a rotismi epicicloidali.

Questo tipo di cambio è caratterizzato da un convertitore di coppia, un dispositivo che si trova tra il motore ed il cambio e che sostituisce la frizione, un cambio a rotismi epicicloidali, la parte centrale del cambio ed il cui rapporto di trasmissione è regolato da un sistema di freni e frizioni e l’attuatore, il centro di controllo dell’intero sistema, per lo più idraulico e regolato da valvole.

Comandi

Il cambio automatico come abbiamo detto richiede un minimo di azione da parte del guidatore. Le posizioni che si trovano sulla leva o selettore sono le seguenti:

P- Parking . In questa posizione le ruote sono bloccate impedendo all’autoveicolo di muoversi in caso di pendenza;

R- Retromarcia (Reverse gear) attiva la retromarcia e le luci di retromarcia;

D- guida (Drive) in questa posizione il cambio interviene durante la guida;

N- Neutral (folle);

3- Terza è limitato alla terza marcia anche se non è sempre presente;

2- Seconda limitato alla seconda marcia;

1-Prima limitato alla prima marcia;

Low- limitato alla prima e seconda marcia;

S- Sport limitato alla guida sportiva anche se non è sempre presente;

+/- per impostare manualmente i rapporti se abbinato ad un cambio sequenziale.

Pro e contro

Il cambio automatico permette un maggiore confort durante la guida grazie alla mancanza del pedale della frizione ed offre anche una maggiore sicurezza durante la guida poichè il guidatore non ha l’incombenza di togliere le mani dal volante per cambiare marcia. È più avanzato dal punto di vista tecnologico, anche se riduce le prestazioni del motore.

La differenza di consumo col cambio manuale è davvero minima e tutto dipende dalla correttezza dell’uso anche se col cambio automatico risparmi circa il 20% sulle spese di carburante e produci meno emissioni di CO2. Per contro un’autovettura con il cambio automatico ha un costo maggiore rispetto ad una col cambio manuale ed in più necessita di una maggiore manutenzione e quindi maggiori spese.

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